domenica 5 febbraio 2017

Depenalizzazione della violenza domestica in Russia


Non potevo mai immaginare che un giorno scriverò di Russia, ma veramente! Però sono stufa, stufa, stufa, stufa di leggere le cavolate, fantasie e illazioni senza alcun fondamento. E l’ultimo dibattito sulla modifica di legge in Russia era l’ultima goccia. Non sopporto superficialità nel giornalismo e come conseguenza: la libera traduzione della legge e libera sua interpretazione. La stampa italiana invece di dare l’informazione corretta fa solo bla bla per fare lo scoop di quattro soldi.

Ok, proviamo a fare un po’ di chiarezza, proviamo a leggere la legge e tradurla, proviamo a capire se adesso in Russia veramente è permesso di picchiare le moglie. 

….. Beh, che possa essere permessa una cosa del genere pensano solo quelli che non conoscono la realtà. Loro proiettano su Russia il maschilismo di propri maschi e la sottomissione e lotta per l’uguaglianza delle donne, non sapendo che il background dell’urss è diverso e diversa è la mentalità.  Le donne nell’urss non dovevano mai lottare per i diritti e l’uguaglianza, loro sempre avevano tutto dalla nascita, la danno per scontata e non erano, e non sono ne sottomesse ne oppresse. Però alcuni pensano che l’Italia sia un paese democratico, ma la Russia no, e quindi in Italia le donne hanno i diritti e stanno bene, ma in Russia non hanno diritti e stanno male.

La risposta di una donna arrabbiata a uno che ha scritto su Facebook “Putin dice che le donne si possono picchiare, ma solo nel tinello”: 


Ovviamente anche in Russia va avanti la discussione sulla depenalizzazione, e molti non la approvano. Però è interessante che in Italia nelle varie discussioni sui social e negli articoli parlano solo di violenze sulle donne, nelle discussioni russe invece parlano soprattutto di punizioni di figli, dicendo che prima alcuni genitori per aver dato uno schiaffo al suo figlio potevano essere condannati.

Alcune foto sotto alcuni articoli russi che commentano la legge:


Passiamo comunque alla legge. In Russia è veramente depenalizzata la violenza domestica? Non proprio. Adesso si può picchiare le mogli?  No.  Il marito violento sarà condannato? Si

L’errore di base è la traduzione della legge usando i termini che sono in uso in italiano. Se in italiano si usa dire “la violenza domestica” allora secondo alcuni anche nella legge scritta in russo e in Russia deve essere così. Però le parole “легкие телесные повреждения” si traducono come le botte o percosse lievi, e nella legge si parla di botte che non portano danni alla salute. E questo è chiaramente specificato. Ovviamente, anche le botte sono la violenza e ci mancherebbe, ma se noi continuiamo a usare la parola generica “violenza” non arriviamo a capire di cosa si tratta nello specifico.

Perché a gennaio erano fatte queste modifiche. La preistoria.

Per liberare i tribunali e lasciare più tempo ai reati più gravi a luglio del 2016 hanno deciso di depenalizzare alcuni tipi di reati minori. Dopo la depenalizzazione delle percosse lievi e singolari nel codice penale è rimasta la condanna penale per i parenti, e quindi paradossalmente dal luglio del 2016 gli schiaffi in famiglia sono diventati più punibili di schiaffi dati dagli altri, e questo era ritenuto non corretto. In un articolo c'era un esempio che spiegava la situazione prima dell’approvazione della legge: se per esempio una madre trova nell'armadio del figlio la droga e gli da uno schiaffo allora questo era un reato penale, ma se a lui da uno schiaffo uno sconosciuto allora è un reato amministrativo.
Olga Batalina (la donna, a proposito), uno di autori della proposta di legge approvata a gennaio del 2017, ha spiegato che la legge ha solo lo scopo di rimuovere le discrepanze sorte dopo le modifiche fatte a luglio del 2016. 

Le condanne in caso di violenza domestica in Russia.

Ovviamente, potrebbe essere alquanto discutibile che cosa considerare le percosse (schiaffi, botte) lievi. Però la spiegazione è cmq semplice. Se due (a prescindere da parentela) litigano e arrivano ad alzare le mani, arriva la polizia e valuta la situazione. Se vedono un paio di lividi e se il fatto è accaduto la prima volta allora non viene avviata la procedura penale, ma amministrativa. Cioè il colpevole viene punito lo stesso, ma in modo più lieve. In caso invece se le lesioni sono gravi e necessitano il ricovero nell’ospedale, e in caso se il colpevole è recidivo per lui arriva la condanna penale.
Le sanzioni penali rimangono per le percosse immotivate, oppure fatte per i motivi di odio raziale, religioso o simili. In questo caso la condanna secondo il codice penale è fino a 2 anni di carcere.

Le condanne applicate per le botte lievi in caso se la polizia interviene la prima volta, sono: 
1. la multa da 5.000 rubli (78 euro) a 30.000 rubli (467 euro) oppure 2. L’arresto per 10-15 giorni. Di solito l’arrestato viene tenuto in una struttura carceraria, attrezzata presso la polizia locale; oppure 3. I lavori forzati socialmente utili da 60 fino a 120 ore. Per esempio queste ore il colpevole potrebbe pulire le strade, o un parco, o fare qualcosa di simile, cioè si rende utile per la società. Una condanna che secondo me non guasterebbe applicare anche in Italia, almeno le strade nelle città sarebbero più pulite.

Alcuni manifestanti contro la depenalizzazione in Russia


(traduzione: 1. a volte il posto più pericoloso è la casa; 2. sono contro la decriminalizzazione delle botte; 3. la legge non tutela contro la violenza domestica. Vogliamo i centri antiviolenza in ogni regione.)


La depenalizzazione in Italia

Vorrei citare una parte del articolo di Alberto Capece Minutolo:

Risulta che “questo tipo di depenalizzazione in occidente è comune e in Italia è presente fin dal 2 gennaio del 2002, giorno nel quale un decreto legislativo, assai meno severo di quello russo, ha stabilito che il reato di percosse lievi non consente il fermo, tanto meno l’arresto o misure cautelari mentre le eventuali ammende, di importo comparabile alle multe stradali, devono essere discusse non in tribunale, ma davanti al giudice di pace.
Per di più dal 2015 un decreto renziano ha stabilito con effetto retroattivo la non punibilità per offese lievi subito recepita dalla Corte di Cassazione proprio nell’ambito del ceffone una tantum in famiglia.
Quindi ci sarebbe semmai da condurre una battaglia in casa che i giornaloni e i “sitoni” dei debunker prezzolati, si guardano bene dal fare strappandosi invece i capelli per Putin.
La cosa è così assurda che a qualcuno è persino venuto in mente di rispolverare l’elenco di tutte depenalizzazioni dell’era renziana tra le quali figurano oltre alle offese lievi in famiglia, l’abbandono di minori o incapaci (art.591 c.p. co.1),  l’ appropriazione indebita (art.646 c.p.), gli atti osceni (art.527 c.p.), gli atti persecutori (stalking, art.612 bis co.1), la corruzione di minorenne (art.609 quinquies co.1 c.p.), la violazione degli obblighi di assistenza familiare ( art.570 c.p.),  la vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine (art.516 c.p.), la sottrazione e il trattenimento di minori all’estero (art.574 bis), la rissa (art.588 c.p.), la rimozione od omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro  (art.437 c.p.), le lesioni personali (art.582 c.p.), le percosse  (art. 581 c.p.), la violenza privata (art.610 c.p.), l’abuso dei mezzi di correzione o di disciplina (art.571 c.p.).
E’ solo un piccolo campione, un esempio, perché in realtà sono stati depenalizzati tutti i reati che comportano pene fino a 5 anni. Compresa ovviamente ogni tipo di corruzione o di malversazione. E anche la presa per i fondelli quotidiana dei media.”



Sdrammatizziamo un po’…..

Uno di litigi che accadono ogni tanto tra gli ospiti in una di più seguiti programmi sul primo canale della Russia:


Una famosa giornalista russa ha dichiarato in polizia (!!) che il suo marito l’ha picchiata, invece dal filmato della videocamera di sorveglianza (il video è sotto) risulta tutt’altro. Donna dice di essere anche incinta e ormai l’ex marito commenta “a me interessa solo che il bambino stia bene, ma la sua madre ultimamente è molto nervosa”…..


Alcune vignette sulla depenalizzazione


POST SCRIPTUM

Cari lettori, la vita negli altri paesi non è come la immaginate voi sulla base di quello che scrivono i mass media italiani, quindi non siate presuntuosi.
Le modifiche della legge in Russia vi sembrano sbagliate? Ok, ma sono cavoli di Russia, sono loro che devono applicare la leggere, e sono loro che devono essere contenti. Pensate meglio alle vostre di leggi che lasciano desiderare. 


P.P.S. Un proverbio russo: “se picchia - ama” …….. :-( …….

Un’ipotesi di provenienza: Nel XVI secolo in Russa gli uomini facevano la leva militare di 25 anni, le vacanze erano rare, ma i bambini si nascevano. Quindi se la data del concepimento del bambino non coincideva con il congedo del marito allora lui la poteva uccidere per l’infedeltà. Se invece si limitava a picchiarla vuol dire che l' amava. 
.................. :-)


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