Non potevo mai immaginare che un giorno scriverò di Russia,
ma veramente! Però sono stufa, stufa, stufa, stufa di leggere le cavolate,
fantasie e illazioni senza alcun fondamento. E l’ultimo dibattito sulla
modifica di legge in Russia era l’ultima goccia. Non sopporto superficialità
nel giornalismo e come conseguenza: la libera traduzione della legge e libera
sua interpretazione. La stampa italiana invece di dare l’informazione corretta
fa solo bla bla per fare lo scoop di quattro soldi.
Ok, proviamo a
fare un po’ di chiarezza, proviamo a leggere la legge e tradurla, proviamo a
capire se adesso in Russia veramente è permesso di picchiare le moglie.
….. Beh, che possa
essere permessa una cosa del genere pensano solo quelli che non conoscono la
realtà. Loro proiettano su Russia il maschilismo di propri maschi e la
sottomissione e lotta per l’uguaglianza delle donne, non sapendo che il
background dell’urss è diverso e diversa è la mentalità. Le donne nell’urss non dovevano mai lottare
per i diritti e l’uguaglianza, loro sempre avevano tutto dalla nascita, la
danno per scontata e non erano, e non sono ne sottomesse ne oppresse. Però
alcuni pensano che l’Italia sia un paese democratico, ma la Russia no, e quindi
in Italia le donne hanno i diritti e stanno bene, ma in Russia non hanno diritti e stanno male.
La risposta di una
donna arrabbiata a uno che ha scritto su Facebook “Putin
dice che le donne si possono picchiare, ma solo nel tinello”:
Ovviamente anche in Russia va avanti la discussione sulla
depenalizzazione, e molti non la approvano. Però è interessante che in Italia nelle
varie discussioni sui social e negli articoli parlano solo di violenze sulle
donne, nelle discussioni russe invece parlano soprattutto di punizioni di figli,
dicendo che prima alcuni genitori per aver dato uno schiaffo al suo figlio
potevano essere condannati.
Alcune foto sotto alcuni articoli russi che commentano la legge:
Passiamo comunque
alla legge. In Russia è veramente depenalizzata la violenza domestica? Non
proprio. Adesso si può picchiare le mogli? No. Il
marito violento sarà condannato? Si
L’errore di base è la traduzione della legge usando i termini
che sono in uso in italiano. Se in italiano si usa dire “la violenza domestica”
allora secondo alcuni anche nella legge scritta in russo e in Russia deve
essere così. Però le parole “легкие телесные повреждения” si traducono come le botte o percosse lievi, e nella legge si parla di botte che non portano danni
alla salute. E questo è chiaramente specificato. Ovviamente, anche le botte
sono la violenza e ci mancherebbe, ma se noi continuiamo a usare la parola
generica “violenza” non arriviamo a capire di cosa si tratta nello specifico.
Perché a gennaio erano fatte queste modifiche. La
preistoria.
Per liberare i tribunali e lasciare più tempo ai reati più
gravi a luglio del 2016 hanno deciso di depenalizzare alcuni tipi di reati
minori. Dopo la depenalizzazione delle percosse lievi e singolari nel codice
penale è rimasta la condanna penale per i parenti, e quindi paradossalmente dal
luglio del 2016 gli schiaffi in famiglia sono diventati più punibili di schiaffi
dati dagli altri, e questo era ritenuto non corretto. In un articolo c'era un
esempio che spiegava la situazione prima dell’approvazione della legge: se per
esempio una madre trova nell'armadio del figlio la droga e gli da uno schiaffo
allora questo era un reato penale, ma se a lui da uno schiaffo uno sconosciuto
allora è un reato amministrativo.
Olga Batalina (la donna, a proposito), uno di autori della
proposta di legge approvata a gennaio del 2017, ha spiegato che la legge ha solo
lo scopo di rimuovere le discrepanze sorte dopo le modifiche fatte a luglio del
2016.
Le condanne in caso di violenza domestica in Russia.
Ovviamente, potrebbe essere alquanto discutibile che cosa
considerare le percosse (schiaffi, botte) lievi. Però la spiegazione è cmq semplice.
Se due (a prescindere da parentela) litigano e arrivano ad alzare le mani, arriva
la polizia e valuta la situazione. Se vedono un paio di lividi e se il fatto è
accaduto la prima volta allora non viene avviata la procedura penale, ma
amministrativa. Cioè il colpevole viene punito lo stesso, ma in modo più lieve.
In caso invece se le lesioni sono gravi e necessitano il ricovero
nell’ospedale, e in caso se il colpevole è recidivo per lui arriva la condanna
penale.
Le sanzioni penali rimangono per le percosse immotivate,
oppure fatte per i motivi di odio raziale, religioso o simili. In questo caso la
condanna secondo il codice penale è fino a 2 anni di carcere.
Le condanne
applicate per le botte lievi in caso se la polizia interviene la prima volta, sono:
1. la multa da 5.000
rubli (78 euro) a 30.000 rubli (467 euro) oppure 2. L’arresto per 10-15 giorni.
Di solito l’arrestato viene tenuto in una struttura carceraria, attrezzata
presso la polizia locale; oppure 3. I lavori forzati socialmente utili da 60
fino a 120 ore. Per esempio queste ore il colpevole potrebbe pulire le strade,
o un parco, o fare qualcosa di simile, cioè si rende utile per la società. Una
condanna che secondo me non guasterebbe applicare anche in Italia, almeno le
strade nelle città sarebbero più pulite.
Alcuni
manifestanti contro la depenalizzazione in Russia
(traduzione: 1. a volte il posto più pericoloso è la casa; 2. sono contro la decriminalizzazione delle botte; 3. la legge non tutela contro la violenza domestica. Vogliamo i centri antiviolenza in ogni regione.)
La depenalizzazione in Italia
Vorrei citare una
parte del articolo di Alberto Capece Minutolo:
Risulta che “questo
tipo di depenalizzazione in occidente è comune e in Italia è presente fin dal 2
gennaio del 2002, giorno nel quale un decreto legislativo, assai meno severo di
quello russo, ha stabilito che il reato di percosse lievi non consente il
fermo, tanto meno l’arresto o misure cautelari mentre le eventuali ammende, di
importo comparabile alle multe stradali, devono essere discusse non in
tribunale, ma davanti al giudice di pace.
Per di più dal 2015 un
decreto renziano ha stabilito con effetto retroattivo la non punibilità per
offese lievi subito recepita dalla Corte di Cassazione proprio nell’ambito del
ceffone una tantum in famiglia.
Quindi ci sarebbe
semmai da condurre una battaglia in casa che i giornaloni e i “sitoni” dei
debunker prezzolati, si guardano bene dal fare strappandosi invece i capelli
per Putin.
La cosa è così assurda
che a qualcuno è persino venuto in mente di rispolverare l’elenco di tutte
depenalizzazioni dell’era renziana tra le quali figurano oltre
alle offese lievi in famiglia, l’abbandono di minori o incapaci (art.591
c.p. co.1), l’ appropriazione indebita (art.646 c.p.), gli atti osceni
(art.527 c.p.), gli atti persecutori (stalking, art.612 bis co.1), la
corruzione di minorenne (art.609 quinquies co.1 c.p.), la violazione degli
obblighi di assistenza familiare ( art.570 c.p.), la vendita di sostanze
alimentari non genuine come genuine (art.516 c.p.), la sottrazione e il
trattenimento di minori all’estero (art.574 bis), la rissa (art.588 c.p.), la
rimozione od omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro
(art.437 c.p.), le lesioni personali (art.582 c.p.), le percosse
(art. 581 c.p.), la violenza privata (art.610 c.p.), l’abuso dei mezzi di
correzione o di disciplina (art.571 c.p.).
E’ solo un piccolo
campione, un esempio, perché in realtà sono stati depenalizzati tutti i reati
che comportano pene fino a 5 anni. Compresa ovviamente ogni tipo di
corruzione o di malversazione. E anche la presa per i fondelli quotidiana dei
media.”
Sdrammatizziamo un po’…..
Uno di litigi che accadono ogni tanto tra gli ospiti in una
di più seguiti programmi sul primo canale della Russia:
Una famosa giornalista russa ha dichiarato in polizia (!!) che il suo marito l’ha picchiata, invece dal filmato della videocamera di sorveglianza (il video è sotto) risulta tutt’altro. Donna dice di essere anche incinta e ormai l’ex marito commenta “a me interessa solo che il bambino stia bene, ma la sua madre ultimamente è molto nervosa”…..
Alcune vignette sulla depenalizzazione
POST SCRIPTUM
Cari lettori, la vita negli altri paesi non è come la immaginate voi sulla base di quello che scrivono i mass media italiani, quindi non siate presuntuosi.
Le modifiche della legge in Russia vi sembrano sbagliate? Ok, ma sono cavoli di Russia, sono loro che devono applicare la leggere, e sono loro che devono essere contenti. Pensate meglio alle vostre di leggi che lasciano desiderare.
P.P.S. Un proverbio
russo: “se picchia - ama” …….. :-( …….
Un’ipotesi di provenienza:
Nel XVI secolo in Russa gli uomini facevano la leva militare di 25 anni, le
vacanze erano rare, ma i bambini si nascevano. Quindi se la data del concepimento del bambino non coincideva con il congedo del marito allora lui la poteva
uccidere per l’infedeltà. Se invece si limitava a picchiarla vuol dire che l' amava.
.................. :-)






