lunedì 15 giugno 2015

ZINGARI, quello che non sappiamo

Se vuoi essere saggio, ascolta (proverbio zingaro).


PREMESSA * UN OPINIONE  * IN TEMA DI ZINGARI * SE NON SAPEVATE * ARTICOLI SU ROM * COME SONO ROM * PROVERBI ROM * CULTURA ROM * STORIA DEL POPOLO ROM



Ultimamente mi capita spesso di partecipare in varie discussioni sui rom e purtroppo vedo troppa ignoranza e troppi preconcetti. Il tema è senza dubbi complessa e non facile da risolvere, ma nemmeno è risolvibile con la ruspa.  Alcune cose che leggo sul web sono incommentabili , scritte prevalentemente dai fascisti che si dimostrano degni eredi di criminali di guerra, sbandierando le immagini di Hitler e Mussolini ed evocando le camere di gas.  Insomma, la situazione è desolante, la cultura scarseggia, siamo ritornando alle caverne …

Alcuni ignoranti scrivono “zingari a casa loro!” ….. non sapendo che la buona parte di loro sono cittadini italiani, ma l’altra sono cittadini comunitari. Quelli con le ruspe sulle magliette non spiegano alla sua audience le conseguenze, cioè che dopo la stessa audience dovrà sborsare milioni di euro di multa per le violazioni di diritti umani.  Alcuni ignoranti sono convinti che zingari sono rumeni,  gli altri pensano che sono clandestini e vivono senza documenti.  Molti pensano che tutti zingari vivono nelle roulotte e che nessuno lavora. Perfino le persone non proprio terra terra fanno commenti tipo “ma che vadano a lavorare” …..  “loro non vogliono integrarsi”,… ”non sono uguali a noi”, … “rubano bambini”,…“non vogliono mandare  figli a scuola”,…. “rubare è nel loro DNA”,…. Però in molti paesi zingari lavorano, sono perfettamente integrati e bambini frequentano la scuola.  Quanto al DNA, è anche quello di Charlie Chaplin che aveva gli avi zingari e non mi pare che era un ladro,….  e nemmeno il chitarrista di Rolling Stones Ronnie Wood ... e nemmeno il poeta Federico Garcia Lorca ....  

Rubano anche italiani. Un'italiana beccata in un supermercato ha spiegato in un'intervista che rubare è più facile che chiedere, perchè si vergogna di chiedere.. , ma lei, se ruba, viene giustificata dal popolo web che scrive "poverina, fa bene a rubare dalla fame", se però beccano una rom scrivono "bruciamoli vivi tutti". Per me questo odio è incomprensibile, perchè sono nata e cresciuta nell'URSS a da noi il problema cmq era risolto, anche se non direi che tutto funzionava alla perfezione. Da noi esistevano zingari e zingari. C'erano quelli che giravano per mercati e quì si doveva stare attenti, e c'erano quelli che studiavano e lavoravano. A Mosca c'era (e c'è anche adesso) il teatro Romen, un'eccellenza d'arte e musica, con spettacoli straordinari. Da noi zingari erano sempre considerati un popolo talentuoso, bravi musicisti, cantanti e ballerini, quì loro sono solo ladri. Ma allora forse dipende anche dal paese e da  condizioni di vita?

Se voi fate una selezione di personale e si presentasse un rom, gli darete il lavoro? Se foste proprietari di casa la affittereste a una famiglia rom? Se aveste un bimbo lo affidereste ad una babysitter rom? 


UN OPINIONE. Francesco C.

Siamo seri. Prima di parlare di "cultura" e integrazione, sarebbe meglio soffermarsi a pensare al significato di questi due termini. In cosa si manifesta la "cultura italiana"? Basta dare un'occhiata alle statistiche per rendersi conto che in Italia, l'unica cultura che persiste da decenni è quella che ci fa detenere il primato europeo come evasori del fisco, criminalità organizzata, livello più basso di scolarizzazione e d'istruzione ecc. Se questa è la cultura italiana, mi pare ovvio che tutti quelli che stanziano in Italia facciano presto ad adattarsi ad usi e costumi nostrani. In base a quale presunta superiorità morale, noi avremmo l'autorevolezza di tacciare come delinquenziale una etnia intera, in quanto alcuni (o molti, non fa alcuna differenza, perché non sono tutti) Rom, napoletani, milanesi, siciliani, toscani (ce li metto tutti) ecc, commettono atti criminosi? 
Sono fermamente convinto che l'unico modo per tirar fuori questo paese dal medioevo sociale e ideologico, sia l'istruzione, la cultura, quella vera, lo stimolo dell'intelletto. 
I campi Rom dovrebbero essere chiusi perché sono autentici ghetti, come lo sono i quartieri malfamati delle grandi metropoli in cui lo Stato è assente. Di fatto si continua a tener separati due mondi, creando ancora più distacco tra gente perbene che lavora e quella che vive in un isolamento culturale e sociale. Non c'è alcuna differenza sostanziale nel sostenere le farneticanti teorie di chi vorrebbe dar fuoco ai campi rom con i loro abitanti all'interno e tenere in isolamento un gruppo di persone. Sono entrambi crimini nei confronti di esseri umani che hanno la colpa di essere nati in quel contesto sociale isolato. Quante possibilità ha un bambino che nasce in un quartiere disagiato di napoli, di diventare una persona onesta, di farsi una posizione, di vivere degnamente? La stessa che ha chi nasce e cresce in un campo. 
Il problema è che i ghetti "fisici" delimitati da muri e reti non verranno mai abbattuti finché non crolleranno i ghetti ideologici di tutti gl' italiani, in un certo anche loro vittime del fallimento della scuola e di una classe politica autoreferenziale che come unico scopo ha sempre avuto quello di sopravvivere da parassita. E quale miglior modo per raggiungere tale scopo, se non quello di tenere la gente nell'ignoranza attraverso l'abbassamento del livello d'istruzione, il populismo, il calcio, la tv spazzatura ecc?


Un osservazione di M.Villanova, uno di migliori specialisti delle malattie neurodegenerative ...




Facebook, 10 aprile; In tema di ZINGARI   Siccome oggi le varie bufale popolano Fb (tipo risposte a Salvini da Boldrini e Keyenge), presumo inventate dallo stesso Salvini ... :-D ... vorrei mettervi un video che mi è capitato casualmente sul tema. 
E'UN MATRIMONIO DI ZINGARI IN RUSSIA, niente di particolare. Tutti sono zingari, anche artisti che suonano e cantano. All'inizio il presentatore dice che la donna zingara è un ideale di bellezza e l'esempio di moralità e purezza. E' curioso che molti commentatori sotto il video chiedono dove si può vedere il video completo del matrimonio, perchè a loro è piaciuto.


Un frammento da un film (1976), con la partecipazione di artisti zingari (tranne protagonisti). Una zingarella di 8 anni, talentuosa e straordinaria, canta una canzone popolare rom. Si chiama Aliona Buzileva, viene da una dinastia di musicisti e cantanti, e nel film ha partecipato tutta la sua famiglia. Adesso è una di migliori cantanti rom. Suo fratello ha partecipato in un film insieme con Marcello Mastroianni.


E' ancora una canzone bellissima dallo stesso film, DA VEDERE ASSOLUTAMENTE. La protagonista è un'attrice moldava Svetlana Toma, ma tutti gli altri sono zingari veri, artisti di diversi gruppi musicali e teatri.  


Aliona Busileva a circa 17 anni, canta un’ autentica canzone rom


Aliona Busileva insieme con sua sorella Natasha, un autentica canzone popolare rom



SE  NON SAPEVATE ….

Le origini degli zingari (confermati da linguisti e genetisti) risalgono a centro-nord dell'India, da dove migrarono nel X-XI secolo d.c., e la loro lingua (romanès) deriva dal sanscrito. La maggioranza di rom capiscono semplici frasi in hindi.

Nel 1422 sono comprasi per la prima volta in Italia

Secondo dei dati dell'  Unione Internazionale Rom nel mondo ci sono circa 12 milioni di rom. In Italia vivono circa 180 mila. Circa 40mila di loro vive nei campi: i restanti 140mila invece nelle normali abitazioni. Le famiglie che viaggiano in carovana sono solo il 2-3%

La provenienza del termine zingaro non è del tutto chiara. Esistono alcuni versioni, per esempio che  1) proviene dal greco "athinganoi" e significa "gli intoccabili", in riferimento alla quinta casta indiana dei paria, ossia coloro che  svolgono mestieri che hanno a che fare con il corpo umano (dal barbiere al becchino); 2) un'altra spiegazione della parola "atziganoi" è "egiziani", siccome prima credevano che loro provengono dal Egitto; 3) esiste un'opitesi che la parola in Bisenzio significava "maghi", "veggenti"; 4) La parola ha anche la somiglianza con Tchinhanes, Tchinganeh, nome di una popolazione dell’Indo.

Cmq il termine può essere tranquillamente usato e non è dispregiativo. Inglesi chiamano zingari  gypsies (egyptians – egiziani); in Spagna li chiamano gitanos (egiptanos); in Francia bohémiens  (da Bohemia) e  gitans.  Zingari come etnia si autodefiniscono rom (o romà) e si dividono in moltissimi gruppi  etnici, come per esempio sinti (manouche) calà, calderari, lovara, polska romà, e moltissimi  altri.

Gruppi etnici si distinguono per il dialetto, caratteristiche etnoculturali, mestieri.  Per esempio sinti erano originariamente circensi, ma dopo anche ballerini e cantanti, suonavano l’arpa . Calderari è una di più numerosi gruppi etnici ed erano soprattutto fabbri e stagnari, facevano pentole e calderoni in rame. Sulla base del dialetto calderari è creata la lingua letteraria rom.

In molti documenti che riguardano zingari sinti vengono definiti un gruppo a parte, diversi da rom europei ed è ormai consolidata la definizione “rom e sinti”. Però questa divisione è assolutamente infondata , perché sinti sono anche romà (rom).  Cioè sono la sottoetnia rispetto alla denominazione dell' etnia rom, esattamente come sono lovari, kalè, calderari e molti altri. 


 ARTICOLI INFORMATIVI SU ROM

Il mensile Confronti ha realizzato un dossier "Mamma li zingari!". Questo dossier - spiega il direttore Gian Mario Gillio - è un breve viaggio alla scoperta di un popolo ricco di tradizioni, musiche, storie, e che da tempi lontani abita il nostro Paese, ma non solo: un popolo di pace, che non ha mai fatto la guerra a nessuno"


Raffaella Cosentino: Tutti nomadi, ladri e "invasori stranieri". Una piccola mappa dei luoghi comuni


Claudia Torrisi: Abbiamo preso i principali stereotipi italiani sui rom e li abbiamo verificati


Gabriele Lippi: Rom e sinti, le comunità nomadi in Italia: i miti da sfatare. Sono 170 mila nel nostro Paese. E oltre la metà ha la cittadinanza.


Rasid, il rom che va nei campi nomadi per portare i bimbi a scuola


Fondazione MIGRANTES: QUELLA DELLA “ZINGARA RAPITRICE” È SOLO UNA LEGGENDA.
La ricerca fatta da fondazione  smentisce i falsi miti sulla “zingara rapitrice” di bambini e conferma il contrario, che i figli spesso e con la facilità vengono tolti ai rom, ma non sono mai stati riscontrati rapimenti. Cit. “Sarebbe reato, crimine infamante rapire un bambino, ma non meno infamante e criminoso è attribuire a qualcuno questa infamia senza averne le prove”.


Una ricerca fatta da Sabrina Tosi Cambini. La zingara rapitrice. Racconti, denunce, sentenze (1986-2007)



A quelli che dicono “ma che vadano a lavorare”  (però chissa perché non lo dicono al fannullone Salvini che non ha mai lavorato in vita sua…), ecco cosa è accaduto a Cagliari


Sono interessanti anche commenti.



Luigi Manconi. I rom sono il capro espiatorio perfetto 


Viaggio nell'Italia di pregiudizi. Servizio di Saverio Tommasi


Dentro i campi di rom. Servizio di Presa Diretta. 



COME SONO ROM

Il direttore di Confronti  considera rom un popolo ricco di tradizioni, musiche, storie, un popolo di pace, che non ha mai fatto la guerra a nessuno"

In uno di siti (non italiani!) dove erano spiegati vari significativi e la provenienza di cognomi ho letto  “Se siete  portatori di un cognome rom, potete sentirvi particolarmente orgogliosi, perché la sangue che scorre nelle vostre vene vi da la passione,  la fedeltà, il sapere di rischiare, l’amore per la libertà. Potete ringraziare il vostro destino perché lo stato naturale  della  vostra anima è il volo d’ aquila.”

Nel video del matrimonio che ho linkato sopra il presentatore dice che la donna zingara è un ideale di bellezza e l'esempio di moralità e purezza. 

In un articolo russo su zingari è scritto: “Tutti noi senza alcun dubbio amiamo zingari e la loro cultura. Proprio loro gruppi musicali e folcloristici invitiamo alle nostre feste.  Loro hanno le capacità incredibili di creare la magnifica atmosfera della festa,  e quando cantano perfino i più pigri non riescono a rimanere seduti e non ballare. Zingari erano amati e rispettati sempre. Di loro scrivevano Tolstoj, Pushkin, Mérimée, loro amore per la libertà troviamo nelle opere di Lermontov”


Alcuni proverbi rom

Se ti siedi sul cavallo rivolto all'indietro, quello continua ad andare avanti.
Se piove, non coprirti la testa con un settaccio.
Se entri nel torrente, non accusare le scarpe di essersi bagnate.
Un topo con una rosa all'orecchio è sempre un topo.



CULTURA ROM

Cultura rom è molto varia e ricca. Ciò è dovuto alla loro diffusione nel mondo, alla ricca anche se breve  storia, alla complessità della struttura etnica. Cultura rom ha sempre avuto una grande influenza sulla cultura musicale del mondo, soprattutto sulla musica classica europea. La musica rom ha ispirato molti compositori, come per esempio Sergej Rahmaninov,  Ferenz Liszt, Franz Schubert, Johannes Brahms,  Bèla Bartok. Antonin Dvorzak. I romantici dell'Ottocento furono i primi a celebrare gli zingari come antitesi alla piatta vita borghese, in opere celebri come la "Carmen" di Bizet.

Molti musicisti gitani hanno la fama mondiale.  Ungherese Aladar Racz ha introdotto il suo dulcimer nella musica classica. Il suo connazionale, violinista Janos Bihari è stato fondatore della musica accademica gitana. Famoso violinista russo Mikhail Erdenko ha scritto alcune opere nello stile gitano.

Pablo Sarasate, Zigeunerweisen/ Gypsy Airs



FLAMENCO, tipico dell’Andalusia, ha le radici nella cultura dei mori ed ebrei, ed è fortemente influenzato da gitani (zingari spagnoli). Però siccome kalè africani chiamano tutti gli altri kalè “mori” o “mauri”, si potrebbe trattarsi degli stessi gitani.  Insomma, è lo stile musicale e una tecnica di danza e pittura zingara e molti considerano veri portatori di autentico flamenco proprio gitani.Vestiti tradizionali flamenco provengono dai vestiti gitani.


ALCUNI PIÙ FAMOSI GITANI, INTERPRETI FLAMENCO:


Joaquín Cortés , famoso ballerino flamenco, coreografo, attore. Dal febbraio del 2007 è l’ambasciatore di zingari in Comunità europea e fondatore della Fondazione rom in Spagna. 

GIPSY KINGS - famoso gruppo musicale flamenco, fondato da gitani kalò dalla dinastia Reies (kungs)   

https://www.youtube.com/watch?v=hx8k4BXY_kQ&list=PL370A1205BAAD5CEB 


Diego El Cicala (Diego Ramòn Jiménez Salazar), uno di più famosi contemporanei cantanti flamenco, viene dalla dinastia gitana kalè, canta da 4 anni.


Camaròn de la Isla (Jose Monge Cruz), (1950-1992), cantautore e attore gitano. E' considerato il più grande cantante flamenco. Nella sua città natale San Fernando c'è un monumento dedicato a lui  

https://www.youtube.com/watch?v=P-gC2XnOLVg 



Carmen Amaya (1918-1963)  attrice cinema, ballerina e cantante spagnola di flamenco di origini. Nel 1966, venne inaugurato un suo monumento nel Parco Giochi di Montjuic, oggi Giardini Joan Brossa a Barcellona, e a Buenos Aires le dedicarono una via.


Ramòn Montoya Salazar (1880-1949), uno di più grandi chitarristi e compositori flamenco. “Nella storia della chitarra flamenca bisogna parlare di un prima e un dopo Ramón Montoya. Possiamo dire senza esagerare che tutto l’universo della chitarra flamenca gira intorno a lui”. José Blas Vega 


Nel mondo esistono molti gruppi musicali di alto livello professionale, sopratutto in Spagna, Ungheria e Russia. Quanto alla Russia, purtroppo adesso là ci sono 40 volte (!!) MENO gruppi musicali e cori rom, rispetto a quello che erano 25 anni fa, cioè prima di perestroika ... 

LA BUDAPEST GYPSY SYMPHONY ORCHESTRA, nota anche come 100 violini gypsy  (100 Tagú Cigányzenekar) è la più grande orchestra gypsy nel mondo. Affermati e acclamati in tutto il mondo per la loro virtuosità e per l’energia che sprigionano.  L’ampio repertorio include Brahms, Kodály, Liszt, Rossini, De Sarasate, Strauss, Tchaikovski, e moltii altri. 



La Gypsy Orchestra sa trasmettere al pubblico un calore e un’allegria unici: la loro esibizione è infatti caratterizzata, tra l’altro, da costumi tradizionali molto colorati, che creano un effetto visivo festoso, e la musica suonata sprigiona un’energia tale da contagiare tutti i presenti. Istintiva come una serata zigana, rigorosa come un’orchestra viennese, in smoking nero o in abito tradizionale ungherese, la Budapest Gypsy Symphony Orchestra è la più coinvolgente ed eclettica Orchestra Sinfonica del nostro tempo

Il sito dell’orchestra: http://www.100tagu.hu/


Variazioni Csardas di Berki  https://www.youtube.com/watch?v=rmTvMnfgTzl




ROMEN, il teatro drammatico musicale di rom di Mosca (Moskow Music and Drama Gypsy Theatre), uno di più grandi e famosi teatri musicali rom nel mondo. Fondato nel 1931

Il sito del teatro: http://www.teatr-romen.ru/

Uno di più famosi spettacoli “Siamo zingari”, versione televisiva anni 80:


Spettacolo “Siamo zingari”, 2006:


2 parte: https://www.youtube.com/watch?v=RwHQsvzayu0



Frammento dallo spettacolo “Danzatrice”, 1997;




https://www.youtube.com/watch?v=A4jn2X61fkQ


Frammenti dallo spettacolo “Ferro di cavallo”, 2012



Frammento dallo spettacolo “Grushenka”, 2010

https://www.youtube.com/watch?v=tiPkmoFP2bY


I PIU FAMOSI MUSICISTI JAZZ di origine rom

Django Reinhardt  (Jean Baptiste Reinhardt); (1910-1953), è stato il primo grande chitarrista jazz europeo e uno di creatori del gypsy jazz ( o jazz manouche) E' nato in Belgio in una famiglia sinti, e dopo un lungo girovagare in varie nazioni la sua carovana si fermò presso la periferia di Parigi.

Quando aveva solo diciotto anni Reinhardt, che aveva già iniziato una carriera da apprezzato banjoista, subì un grave incidente. La roulotte di famiglia fu divorata da un incendio; Django riportò gravi ustioni, tanto da perdere l'uso della gamba destra e di parte della mano sinistra. Questo incidente era destinato a cambiare la sua vita e la storia stessa della chitarra jazz. Infatti, a causa della menomazione alla mano, Reinhardt dovette abbandonare il banjo ed iniziare a suonare una chitarra. Passò la lunga convalescenza a letto ad inventare una tecnica che gli consentisse di suonare la chitarra con l'uso di sole due dita della mano sinistra (indice e medio) con il pollice che afferrava il manico.


Biréli Lagrène,  un chitarrista francese . A soli tredici anni era considerato un bambino prodigio che suonava in modo eccezionale la chitarra gipsy nella più pura tradizione di  Django Reinhardt, di cui aveva imparato nota per nota moltissimi soli. Come Django, Lagrene proviene da una famiglia di musicisti sinti ed ha cominciato a suonare la chitarra all'età di quattro anni.

Album Gipsy project di Bireli Lagrène:  https://www.youtube.com/watch?v=i4j8vi6F6Yk



NEL MONDO CINEMATOGRAFICO spicca Tony Gatlif (Michel Dahmani). È un famoso regista, sceneggiatore, compositore, attore e produttore cinematografico francese. Uno di pochi registi che girano i film in romanès, e segna la nascita della cinema rom. 



Tutti suoi film raccontano le usanze, il ritmo e lo spirito del suo popolo.  Ha vinto il premio per la miglior regia al Festival di Cannes 2004 con il film Exils e due volte il Premio César per la migliore musica da film, nel 1999 con Gadjo dilo ( Lo straniero pazzo) e nel 2001 con Vengo - Demone flamenco. Nel film Trasylvania (2006) hanno partecipato Asia Argento nel ruolo di protagonista Zingarina e Morgan (Marco Castoldi).
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Sul panorama musicale contemporaneo ormai da 14 anni si distingue  GOGOL  BORDELLO, un gruppo inglese che suona nello stile inventato da loro stessi  GypsyPunk.  


È stato notato da Madonna, che sa fiutare le nuove tendenze: "Ho sempre ammirato gli zingari, sognato di vivere così, di musica, di viaggi, in modo spontaneo”. Nel 2007, in occasione del Live Earth hanno cantano con Madonna un mashup de "La Isla Bonita vs Lela Pala Tute"  Leader del gruppo Eugene Hutz è stato il protagonista del primo film di Madonna da regista, Sacro e Profano del 2008. L’ultimo album Pura Vida Conspiracy è uscito nel 2013 
A proposito,  qualche anni fa, durante le tournee in Italia il leader del gruppo era arrestato, perché ovviamente aveva l’ aspetto di un zingaro ….



STORIA DEL POPOLO ROM

Gli Zingari provengono dall’India e i loro avi appartenevano  a diverse caste di artigiani.  La situazione economica in India e le guerre hanno spinto alcune caste di artigiani a migrare per il paese,  cercando di vendere la propria produzione. Attualmente in India ci sono circa 3 mila caste e  5% della popolazione conduce anche adesso la vita nomade e seminomade.
Nel secolo XI l’India era invasa da Musulmani e distrutta,  questo ha spinto le caste nomadi a lasciare il Paese per cercare vita migliore altrove.  Dall’India vari gruppi si sono recati nelle terre dell’attuale Iran, Afganistan e Armenia, e dopo si sono divisi. Alcuni sono andati in Palestina e Egitto, alcuni sono andati in Bisanzio.


In Bisanzio gli zingari sono arrivati nel XII secolo e si sono fermati per tre secoli.  Quella degli Zingari come etnia  si è formata proprio in Bisanzio, cioè  solo dopo aver abbandonato l’India,  perchè prima appartenevano a diverse caste. Da pochi documenti rimasti risulta che zingari erano perfettamente integrati e non erano emarginati.  Erano artisti di strada, incantatori di serpenti e artigiani (fabbri, sellai, eseguivano lavori con metallo, bardatura).  Probabilmente proprio in Bisanzio hanno imparato a leggere la mano e le carte, perché le superstizioni, la chiromanzia  e la cartomanzia vi erano  molto diffuse.

L’inizio del XV secolo è caratterizzato dall’espansione musulmana, e gli zingari hanno cominciato ad abbandonare il Paese. Alcuni gruppi sono ritornati in India, dove attualmente vivono circa 200 mila zingari. La maggior parte di giocolieri, fachiri , maghi e incantatori di serpenti in India sono zingari. In Italia i primi gruppi di zingari arrivarono nel 1422. 

Esattamente come le caste nomadi  in India, gli zingari sono diventati nomadi non per qualche romantica idea della libertà d’anima, ma solo per la necessità, perché gli artigiani avevano bisogno del nuovo mercato, gli attori cercavano nuovo pubblico, i cartomanti cercavano nuova clientela. L’area di migrazione era circa 300-500 km quadri.


ZINGARI IN EUROPA

In Bisanzio gli zingari erano sopratutto artigiani e conducevano una vita seminomade. Gli artigiani cercavano di resistere più a lungo e non erano tra primi ad abbandonare l’area abitudinale di migrazione. I primi ad andare via e arrivare in Europa erano i più avventurieri e scapestrati, i cartomanti e quelli che andavano in giro elemosinando e rubando, e questo ha creato l’atteggiamento negativo e diffidente verso tutti zingari, anche verso quelli che conducevano sempre la vita onesta da artigiani, ma che sono sfortunatamente arrivati  in Europa solo molti decenni più tardi.

A causa della crisi economica e sociale nell’Europa è aumentato in modo significativo il numero delle persone senza fissa dimora, il numero di furti, rapine e altri crimini, il che ha portato ad adottare alcune leggi contro vagabondi e nomadi. Anche gli zingari erano impoveriti e sono diventati vittime di queste leggi. Essi erano definiti come un gruppo di vagabondi, e il primo decreto anti-zingari fu promulgato in Spagna nel 1482. Essendo perseguitati e non avendo più la possibilità di guadagnare con lavori legittimi e onesti,  tra gli zingari  è aumentato il livello di criminalità ed essendo costretti ad isolarsi hanno conservato le vecchie tradizioni e la loro cultura atavica.

L’ abolizione delle leggi anti-zingari coincide con l'inizio della rivoluzione industriale in Europa e l'uscita della crisi economica, e ha iniziato il processo di loro integrazione nella società.  Jean-Pierre Liégeois nel «Bohémiens et pouvoirs publics en France du XV-e au XIX-e siècle», scrive che gli zingari erano riconosciuti dalla società e apprezzati come pecorai, lavoratori agricoli, intrecciatori di cesti, commercianti, ballerini e musicisti.

Durante la seconda guerra mondiale, i nazisti scelsero i Rom insieme con gli Ebrei  come obiettivo di genocidio e nel 1941 promulgarono il Decreto di Heydrich per attuare la “soluzione definitiva”.  Verso il 1945 quasi l’ 80% della popolazione europea di Rom era sterminata . Per non permettere più ai fascisti di alzare la testa, non guasterebbe ricordare la storia e le vittime.

Una di quelle vittime fu Johann Wilhelm Trollmann,  ucciso nel 1944 nel campo di concentramento Neuengamme.  Era il pugile tedesco di origini Sinti, il campione della Germania del 1933. Le persecuzioni razziali del Terzo Reich verso i Rom  compromisero non solo la sua carriera, ma anche la sua vita. Il suo tragico destino non deve essere dimenticato, anche per impedire che la storia ritorni, per avere la consapevolezza di che cosa sia il fascismo.




Una dedica a quelli che applaudono Salvini e fascisti. Spero che il concetto sia comprensibile …

"Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare".(B. Brecht)


ZINGARI NELL’URSS E RUSSIA

Durante il secolo XIX in Russia cresceva il processo d’integrazione degli zingari, molti di loro abbandonavano la vita nomade in seguito alla crescita del loro benessere. Prima della rivoluzione moltissimi zingari in Russia appartenevano alla media borghesia. Si sono formati le dinastie di artisti professionali.  Alla fine del XIX frequentavano le scuole perfino bambini di zingari nomadi,  durante l’anno scolastico la carovana si fermava.

La rivoluzione del 1917 ha colpito la parte più colta della popolazione Rom, visto che erano anche quelli più benestanti,  ha colpito mercanti e artisti, che hanno perso il loro pubblico. Durante la guerra civile molti Rom per salvare la vita si univano alle carovane, perché gli zingari nomadi erano considerati  dall’ Armata rossa poveri e loro non toccavano i poveri. Questo ha portato, ovviamente, al degrado culturale.

Per fermare la vita nomade degli zingari il governo dell’URSS nel 1956 ha promulgato il Decreto “Introduzione al lavoro di zingari vagabondi”, che prevedeva la pena fino a 5 anni di reclusione per la vita vagabonda. Però il governo aiutava a trovare lavoro, controllava se i bambini andavano a scuola, assegnava le case e i terreni, favoriva gruppi musicali e teatrali Rom (il più famoso è Romen a Mosca, fondato nel 1931).  La cultura Rom è legata alla cultura russa e né le repressioni, né la collettivizzazione sono riusciti a diminuire l’amore del popolo per la loro musica, canzoni e danze.



Praticamente in Russia non esiste  la questione “zingari”, essi sono pochi e sparsi su una vasta area. L’atteggiamento verso di loro è prevalentemente neutrale. Il loro stile di vita, costumi e usanze sono
ampiamente descritti  in letteratura. La musica Rom è entrata nel folklore russo e nella musica popolare. Molti artisti famosi dell’ex URSS e Russia sono di origine Rom.

*****

Alla fine del XX - inizio del XXI secolo in seguito al crollo dell’URSS e del blocco sovietico la popolazione era impoverita e i Rom, prevalentemente  dalla  Romania, dall’Ucraina ed ex Jugoslavia, sono andati a cercare la fortuna in Europa e Russia. Questa nuova ondata, caratterizzata da basso livello culturale e alto livello di criminalità crea diversi problemi.  Anche in Russia si nota l’ impoverimento e la criminalizzazione dei Rom, presso i quali si è abbassato il livello medio dell’istruzione. 

In America e Canada i Rom sono arrivati nel XIX secolo.  Tra i Rom americani ci sono sia poveri ed emarginati che benestanti imprenditori di successo e, siccome conducono una vita diversa, non hanno contatti tra di loro. In America Latina molti Rom si occupano di compra-vendita delle macchine.  In India i Rom conducono la vita nomade,  sono maghi e incantatori di serpenti;  In Oriente , in Nord Africa e in Iran fanno la solita vita dei beduini.


Una raccolta interessante di foto,  The most beautiful gypsy, Top 11





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