Proviamo ad esaminare che cosa ha raccolto la procura di Ragusa contro Veronica Panarello, che cosa c’è a suo favore e ragioniamoci sopra. I mass media scrivono che le prove la “incastrano” e “inchiodano”, che Veronica mente. Vediamo se veramente è così.
A quelli che dicono che Veronica non poteva essere arrestata
senza un motivo vorrei ricordare che lei
era arrestata dopo soli 9 giorni (!!!) dall’inizio delle indagini, ancora PRIMA
di avere il risultato dell’autopsia; PRIMA di visionare tutte le telecamere
sequestrate; PRIMA di interrogare tutti
testimoni; PRIMA di avere le risposte da
Facebook e WhatsApp; PRIMA di percorrere
tutte le piste alternative; PRIMA di essere sicuri quale fosse l’arma del
delitto; PRIMA di trovare una motivazione logica e plausibile a un delitto così
atroce da parte di una madre che solo un giorno prima a tutti sembrava affettuosa
e amorevole! Perché era arrestata? Io non ho nessun dubbio perché: per farla confessare.
E ancora un particolare: per esaminare tutti filmati i
periti del incidente probatorio sui filmati hanno preso il tempo di 3
mesi! Però ai carabinieri (non periti
specializzati!!) di Ragusa sono bastati pochi giorni. Allora vediamo che cosa abbiamo realmente.
1) TRE SAGOME
Dalle
telecamere risulta che alle 8.30 dal palazzo escono 3 sagome che
presumibilmente sono Veronica con figli. Loro si dirigono verso la macchina
attraversando la strada e tra circa 40 secondi si vede una sagoma che si dirige
verso il portone. Per la procura è la prova che Loris è ritornato ed era ucciso
a casa.
Però la perizia tecnica del prof. Nello Balossino*
dell’Università di Torino, uno di migliori specialisti del campo, ha stabilito che quella sagoma NON È LA STESSA
che è appena uscita dal portone, perché non corrispondono I COLORI DEI VESTITI E CORPORATURA. La sagoma attribuita a Loris ha lo zaino, ma
la figura che ritorna non ne ha. Non sembra che le 3 sagome stanno litigando,
ma 40 secondi non sarebbero sufficienti per far degenerare una discussione al
punto di spedire il bambino a casa. Lui è sceso
vestito e pronto per andare a
scuola e subito ritorna a casa lasciando lo zaino in macchina? Un po’
strano. Vabbè, andiamo avanti.
Veronica però ha detto subito che era uscita alle 8.25 portando
il figlio piccolo in braccio, ma Loris è uscito con un sacchetto di spazzatura.
Una simile scena vediamo nel filmato del
28, non del 29. Quindi Veronica dice le bugie?
Ma perché dovrebbe dirle se questo particolare non cambia niente o che sia colpevole o che sia innocente? Qualcuno
ha ipotizzato che lei racconta un’altra giornata per non commettere errori, ma
quali tali errori si possa commettere
raccontando di 2 minuti di camminata?
Quindi le spiegazioni delle sue parole sono solo queste: 1) dopo
lo stress ha ricordi confusi; 2) è lucida e quindi le telecamere non ci
dimostrano il 29; 3) dice le bugie e le telecamere la smentiscono. Ma nel terzo
caso NON C'E NESSUN SENSO di dire le bugie perchè se è uscita con Diego in
braccio o senza, questo NON cambia assolutamente niente. Importante è che sono
usciti da casa e lei mica lo nega.
La zia di Davide Antonella Stival ha ipotizzato che forse
abbiano scambiato i video. Possiamo essere sicuri che non sia così? ABBIAMO GIÀ LE PROVE che la procura di Ragusa
non ha saputo allineare bene le telecamere, dalle quali risulta che Veronica
ritorna a casa perfino prima di comprare la merenda a Diego! E se alle 8 di mattina la telecamera ci
dimostra le 16.00 non escluderei niente, perché tra una settimana sarebbero le
19, ma tra due le 3 di mattina.
E ancora una stranezza di quelle tre sagome. Secondo me qui qualcosa non quadra. Veronica era sempre descritta da tutti come una
madre molto attenta e premurosa, ma una madre attenta non avrebbe mai lasciato un
bambino di 3-4 anni a camminare dietro di se,
non dandoli nemmeno una mano attraversando la strada ! Nella stessa giornata vediamo che davanti a
minimarket Diego corre davanti a mamma, non dietro, e perfino scappa da mamma,
il che vuol dire che è molto vivace. Potrebbe essere che queste tre sagome
appartengono a qualche altra famiglia di quel palazzo, per esempio alla sorella
che esce con i suoi fratellini?.... L’unica cosa che potrebbe risolvere
dubbi: visionare che cosa ha ripreso la
telecamera durante tutta la giornata e anche giorni precedenti. E si dovrebbe visionare
anche le telecamere su Garibaldi più avanti, però quei video nessuno ha
sequestrato e sono ormai persi.
Quanto al bambino che entra nel palazzo e non esce…. “Risulta
che il palazzo ha una scala interna che
porta direttamente nei garage condominiali quindi se, per ipotesi, quel bambino
fosse sceso direttamente nel garage da questa scala interna e fosse uscito in
macchina con qualcuno, le telecamere non l'avrebbero ripreso. E' solo
un'ipotesi, ma dimostra che chi entra dal portoncino d'ingresso di quello
stabile, non necessariamente deve per forza uscire dallo stesso e quindi
potrebbe anche non essere inquadrato dalle telecamere.”
2) LE TELECAMERE CHE
SMENTISCONO VERONICA
In effetti, NESSUNA telecamera la smentisce! Davanti a scuola le telecamere NON
FUNZIONAVANO e quindi ovviamente, non potevano smentire niente.
Era detto e scritto che dalle telecamere risulta che
Veronica non prosegue dritto verso la scuola, ma gira a sinistra verso la
ludoteca. Però quello che realmente vediamo: una macchina nera che sembra (!) di sbalzare
un po’ a sinistra, il che non vuol dire niente. In una delle trasmissioni
quella ripresa era paragonata con la
ripresa del giorno precedente, dove siamo sicuri che Veronica si dirigeva verso
la scuola, e io non ho visto una grande differenza. Si, c’è un piccolo sbalzo,
che potrebbe essere appunto anche solo lo sbalzo e che NON PROVA NIENTE.
Parlare delle telecamere verso il Mulino vecchio è ancora
più ridicolo, perché riprendono le macchine da lontano e si vede solo che le
macchine sono scure. E anche perchè
sappiamo ormai che le telecamere non erano
allineate bene.
Che la Polo
della Panarello non si veda nei filmati di videosorveglianza relativi alla via
Matteotti ed alla piazza Carducci, lo dichiara la Procura ma sembra non possa
più provarlo (ad eccezione di quei pochi 20 minuti riportati a velocità
accelerata nel video del ROS) in quanto quegli stessi filmati NON SONO STATI, a
quanto pare, ACQUISITI AGLI ATTI, non essendo quindi più recuperabili. In
pratica hanno estratto solamente la parte (di una sola telecamera) relativa al
periodo che va dalle 8.40 alle 9.00 (e non sappiamo al momento se fosse
l'orario firmware o quello "sincronizzato" e "stimato") in
quanto, sempre secondo la Procura la Polo si dirige verso il centro cittadino
solo alle 9.40 quando arriva al semaforo di via Roma. Una corretta logica processuale avrebbe
invece preteso che le porzioni di filmato acquisite agli atti comprendessero un
periodo più ampio se non quello relativo a tutta la giornata del 29/11/214.
3) LE PROVE A FAVORE
DI VERONICA
a) TESTIMONIANZA DI
UNA VIGILESSA. La vigilessa, non sapendo del racconto di Veronica , ha
confermato la sua versione e il percorso di Veronica di quella mattina, ha
detto che ricorda molto bene la macchina di veronica passare accanto a scuola.
Lei non ha mai smentito le sue parole però chissa perché la procura la ritiene
inattendibile! La vigilessa non poteva
confondere giorni, semplicemente perché il giorno precedente non lavorava.
Lei ha
dichiarato anche di aver visto un bambino piccolo sul seggiolino nel sedile
posteriore che con la mano salutava qualcuno. Perché quindi non ipotizzare che
stesse salutando il fratellino?
b) CANI MOLECOLARI.
Cani, che in altri casi vengono considerati affidabili, in questo caso non
vengono considerati proprio. Cani hanno fiutato le trace di Loris e si sono
fermati sulla strada davanti a scuola. Cani non potevano fiutare le tracce del
giorno precedente, semplicemente perché il giorno precedente Loris era a scuola
e quindi i cani sarebbero diretti fino all’entrata di scuola invece di fermarsi
davanti a scuola.
Dall’articolo del 1 dicembre: “ Loris sarebbe salito a bordo della vettura
subito dopo aver salutato la madre: a svelare la pista sono stati i cani
molecolari che hanno fiutato la traccia fino al luogo dove Loris sarebbe
caricato sulla macchina. L'ipotesi, quindi, è che l'auto appartenga a un
conoscente perché, come spiegato dai familiari, il bimbo non dava confidenza
agli estranei.”
c) Ho letto della
testimonianza di una bambina di 10 anni, che ha detto di aver visto quella
mattina Loris davanti a scuola. Non c’è nessuna traccia di questa
testimonianza, evidentemente ritenuta inattendibile.
d) DIALOGO IN
MINIMARKET con Diego, dove Veronica è entrata per comprargli una merendina.
Il dialogo che (se ragionare con la logica!) scagiona assolutamente Veronica. Diego, un bambino di 3 anni chiede a mamma di
comprare la merendina anche per Loris e mamma gli risponde che Loris è a scuola
con la merendina. E Diego non dice niente.
Per la procura, che non riesce a fare un ragionamento logico, è la prova (??) che Veronica ha premeditato
l’omicidio e stava già preparando un alibi!
Durante le discussioni su quel dialogo erano poste alcune
domande. Era chiesto come mai Diego
chiede una merendina per Loris se sa che lui è già a scuola. Ma si potrebbe
fare anche un'altra domanda: come
mai Diego chiede la merendina per Loris se sa che lui è a casa e la merendina a
lui NON SERVE? Infatti, qui è importante NON la domanda di Diego, ma la
risposta di Veronica. Perché lei non parla con la commessa, ma con Diego e SE
DICESSI LA BUGIA ALLORA DIEGO L’AVREBBE SMENTITO SUBITO rispondendo “mamma, ma
Loris è rimasto a casa!” Questa risposta Veronica poteva dare a Diego SOLO in
caso se dicessi la verità. Se Veronica
avesse ucciso Loris nello stato di raptus, allora non lo poteva mica sapere in
anticipo, e quindi avrebbe risposto senza porre alcun’ problema che a Loris
merendina non serve siccome è rimasto a casa. Se invece avrebbe premeditato
l’omicidio , lei, da una brava e furba assassina, sarebbe entrata nel
minimarket dopo senza Diego, spiegando
che ha dimenticato comprare qualcosa che ha chiesto Loris, il quale adesso è a
scuola etc… cioè avrebbe fatto questi discorsi NON in presenza di un bambino e
rischiando di essere smascherata
subito.
Alcuni non
capiscono come mai Diego chiede la merendina per Loris (a prescindere se è a
scuola o a casa), …. Però bambini sono fatti così. Se non litigano tra di loro e non sono in
competenza allora SEMPRE chiedono di comprare qualcosa anche per fratellino, è
una richiesta molto naturale di UN BAMBINO PICCOLO CHE NON SI PONE LE DOMANDE
se a Loris serve merendina, ma solo vede che la comprano per lui e vuole anche
per il suo fratellino. Evidentemente sono abituati a dividere le cose e giochi.
4) IL MOVENTE DEL
DELITTO
Beh,… in effetti il movente NON C’È PROPRIO. La giudice del riesame
ha insinuato (e come scusate chiamano le ipotesi privi di ogni logica, conferma
e prova??) che Loris quella mattina era una presenza ingombrante per Veronica,
perché lei aveva i suoi progetti che il bambino “intralciava”. Un giornalista ha ipotizzato che Veronica doveva quella mattina incontrare un suo amante e non intendeva nemmeno di andare al corso
di cucina, ma siccome Loris era insospettito e voleva rimanere a casa (cioè non
andare con mamma, ma aspettarla a casa!) allora non le rimaneva niente che
ucciderlo. Beh,… giornalisti non so cosa hanno nella zucca, ma veramente.
Ma se Veronica avessi
avuto un appuntamento e voleva
avere una mattinata tutta per se, allora CHI le impediva di portare Loris a
scuola per essere più libera? In quel caso avrebbe avuto molto più tempo,
perché non doveva nemmeno perdere il tempo per ucciderlo e sbarazzarsi dal
corpo. Tutti chissa perché partono dal presupposto che un bambino
di 8 anni è assolutamente ingestibile e fa quello che gli pare e piace! Ma se
immaginare che per qualche strano e inspiegabile motivo Loris fosse rimasto a
casa allora cosa impediva a Veronica di recarsi al suo appuntamento? Cioè la logica DOV’E?
Solo una donna
stramba come la giudice di riesame possa pensare che un bambino di 8 anni è
assolutamente ingestibile e se non vuole andare a scuola allora niente da fare,
bisogna rassegnarsi. Io invece so che anche un bambino il più pestifero, anche
il più disubbidiente, con gravi disturbi di comportamento e ritardo mentale a 8
anni è perfettamente gestibile. Se mamma non vuole che lui intralcia i suoi
piani allora lei lo prende per mano o la collottola e porta a scuola manco
senza perdere il tempo a discutere.
Poi, visto tutte quelle cose che Veronica ha fatto in
mattinata, viene solo ridere di quell’ ipotetico appuntamento mancato, di
massimo mezzora. Che fine hanno fatto tre ipotetiche figure maschile indagate per il concorso
nell’omicidio? Gli amanti non ci sono, complici nemmeno e
adesso la procura gratta la zucca,…. non li rimane che proclamare Veronica pazza. Ma non era poco fa "lucida e crudele assassina"? .... ma non era detto che da sola non ce la poteva fare? ma la sua sorella adesso non si vergogna dei suoi racconti che veronica poteva uccidere suo figlio insieme con l'amante? ma il suocero adesso non si vergogna di averla chiamata puttana? Qualcuno prima o poi comincerà a vergognarsi?
5) L’ARMA DEL DELITTO
…. In effetti risulta che non c’è nemmeno l’arma! La procura
ha ipotizzato che l’arma del delitto sono le fascette da elettricista, quelle consegnate da Veronica a maestre, il
che per la procura è “altamente sospettoso” (cit. dall’ordinanza di custodia
cautelare) . Ma con le fascette la procura ha fatto un flop clamoroso. E la
cosa più vergognosa è che il lavoro che dovevano svolgere gli investigatori ha
fatto una delle partecipanti di un blog.
In breve: 1) le
fascette di 28 cm sono troppo corte per poterle mettere sul collo di un bambino
di 8 anni e soffocarlo; 2) se ci fossero le fascette allora sul collo sarebbero
rimasti segni di zigrinatura, che non ci sono. Ci sono solo solchi compatibili
con la larghezza delle fascette; 3) la riesame ha scritto che il bambino era
soffocato usando la parte liscia delle fascette. Però in quel caso non è
possibile fissare le fascette e quindi è difficilissimo soffocare qualcuno,
bisogna tenere in mano una scomoda e scivolosa fascetta che non si fissa,…. Ma
a questo punto a cosa servirebbero le forbici?? Ma le forbici trovati a casa di
Stival non erano la prova inconfutabile della colpevolezza di Veronica? Risulta
che l’ipotetica fascetta, che doveva essere molto più lunga di 28 cm sarebbe
aperta senza fatica e senza necessità di tagliarla. E risulta che le fascette
trovate a casa di Veronica NON SONO L’ARMA DEL DELITTO.
Link con video:
6) LORIS E’ VERAMENTE RIMASTO A CASA?
Quindi di
mattina Loris ha fatto dei capricci, non voleva andare a scuola, ma cmq nessuno
dei vicini di casa quella mattina ha sentito le urla quindi anche se hanno
litigato non era niente di serio e grave, soliti capricci di bambini. Loris si
è vestito, ha preso lo zaino e un sacchetto di spazzatura invece di prendere
due. Quindi difficilmente poteva avere in manco anche le chiavi per chiudere la
porta, ma cmq questo è irrilevante. Tutti
sono scesi dalle scale e nessuno li ha sentiti litigare, e anche da casa sono usciti
in silenzio. Da come camminano non mi sembra che stanno litigando, e nemmeno
parlano. Allora quando è che litigano, in pochi secondi davanti a macchina?
Ma se lo ha
lasciato a casa allora dobbiamo pensare che Loris è sceso solo per lasciare lo
zaino e il grembiule in macchina? Non sarebbe più semplice subito lasciare il
bambino a casa, chiudere la porta e uscire solo con il piccolo? Non vi sembra
assurdo che riescono a litigare in silenzio in pochi secondi e bambino chissa
perché lascia lo zaino? Anche se immaginare che Veronica abbia deciso di non
portare Loris a scuola, allora sarebbe logico pensare che lui sarebbe rimasto
in macchina con lei. Nel fondo, secondo la procura, è questo che voleva Loris,
un bambino tanto ingestibile? E anche al corso di cucina lei poteva
tranquillamente portalo con se.
Ma se Loris è a
casa come mai nessuno di vicini di casa lo sente a casa, allora cosa dobbiamo
pensare che è ritornato e andato a dormire? Come mai ha lasciato lo zaino in
macchina? La sagoma che rientra non sembra di avere il grembiule. Lo ha
lasciato in macchina? Però nel canalone aveva un grembiule … Quando Veronica
ritorna a casa la finestra è aperta, vicini di casa sentono solo
l’aspirapolvere, ma le voci non sentono e non sentono nessuno litigare, e nemmeno parlare. Però il suono
della voce è più squillante e vola più lontano. Se avessero litigato a casa e
la litigata fosse degenerata allora tutti avrebbero sentito le voci e rumori. Insomma,
tutte le ricostruzioni su Loris lasciato a casa sono illogiche.
Dalle testimonianze di tutti risulta che Veronica non ha mai
lasciato Loris da solo, nemmeno a casa,
e che Loris non ha mai avuto le chiavi di casa. Per cambiare in punta al bianco l’idea dovevano essere motivi molto,
ma molto seri, che non ci sono.
7) l’IPOTESI DELLA
PREMEDITAZIONE
L’ipotesi
dell’omicidio premeditato non sta ne in cielo ne in terra, però agli inquirenti
non rimane nient’altro che aggrapparsi a questa assurda ipotesi contro ogni logica.
La LORO logica
è questa: Un bambino di 8 anni fa
capricci e non vuole andare a scuola. Però
cmq scende e va verso di macchina, dopo però gli passa per la testa di
ritornare. La madre , che di solito urla e terrorizza i suoi bambini, questa
volta si rassegna e pensa “ah, vabbè,….
allora dopo dovrò ucciderlo, niente da fà! Non posso mica andare al corso di
cucina con lui! Vado allora a vedere dove buttarlo dopo, che seccatura” Dopo si reca al Mulino vecchio e sceglie un posto. Non è di
migliori di questa zona, ma questo non è importante. Ritorna a casa e uccide il figlio, cercando di
farlo in pieno silenzio. Come mai il
posto migliore per uccidere le è sembrata la propria casa rimane il mistero, ma non
importa. Come l’arma del delitto sceglie
l’arma scomodissima come le fascette, perché non si capisce, ma non importa. La
fascetta è corta, ma Veronica si impegna.
Loris, un bambino ingestibile di mattina questa volta è consenziente e collaborativo,
non piange e non grida. Evidentemente è bipolare: due ore è ingestibile, due
ore è terrorizzato e immobile. Per complicare
il compito Veronica mette la fascetta al contrario e quindi deve tenerla forte
per buoni 15-20 minuti per poter soffocare Loris, altrimenti se la lascia la
fascetta non fissata cade. Mentre
soffoca bambino riesce perfino passare l’aspirapolvere, stendere panni,
accendere la lavatrice, parlare con marito con la voce tranquilla e chattare in
internet. Assicurandosi che finalmente è
morto, gli lega le mani con le fascette,
non si sa perché, ma non importa, e lo
trascina giù per le scale. Si, trascina,
perché era appurato che verso il canalone il corpo di Loris era trascinato e
quindi hanno ipotizzato che il peso di Loris di circa 20 kg era troppo pesante
per l’assassino. Se era trascinato verso
il canalone, era anche trascinato per le scale, 3 piani scendendo sotto, fino
al garage. Ricordiamo che veronica pesa 40 kg e alzare il peso di 20 kg sarebbe stato difficile. Come mai Veronica non si era
preoccupata che vicini di casa la potessero vedere, oppure attirati dal rumore
non si affacciassero sulla scala? No si sa perché, evidentemente Veronica era
anche veggente e sapeva cogliere il momento quando tutti vicini di casa erano nel bagno. Dopo si reca velocemente al canalone, supera
un cancello alto 1,5 mt, trascina il corpo e lo butta nel canalone. E dopo
finalmente è libera di andare al corso di cucina, nessuno più intralcia i suoi
piani.
Se credere alla
procura e alla giudice del riesame non ci rimane che ipotizzare che il vero
lavoro di Veronica era il serial killer spietato presso mafia locale con la
lunga esperienza professionale. Come si vede non si pongono le domande e non
mettono in dubbio illogicità di una simile ricostruzione.
Ma se
l’omicidio era premeditato, perché rischiare e uccidere a casa propria?? Lasciando
Loris a casa, come lei poteva essere sicura che qualcuno non ha sentito che lui
è a casa? Poteva saltare, giocare facendo rumori, poteva anche cantare a
squarciagola, no? I vicini di casa potevano vederlo anche salire per le scale.
Allora che l’omicidio premeditato è questo? Senza assicurarsi un alibi? In un
posto scomodo da dove dopo devi portare il corpo esanime e pesante per le
scale, rischiando essere vista e dopo portarlo al canalone rischiando essere
vista? …. E per l’aggiunta aver scelto un ‘arma del delitto la più scomoda che
esista?
Se veramente Veronica
volesse premeditare l’omicidio, allora avrebbe fatto più veloce a ucciderlo
direttamente nel canalone, oppure in qualche posto molto più lontano e comodo e
con la pietra per la testa. Sarebbe molto
più facile e veloce. Perfino l’avvocato di Davide ha detto che per occultare i
cadaveri, in zona ci sono posti molto
più adatti. Ma se cade l’assurda ipotesi dell’omicidio premeditato (che non ha
nessun movente e nessuna spiegazione logica e convincente) allora crolla tutto.
Un’opinione dal blog:
Se una madre volesse sbarazzarsi del
figlio ammazzato, perché non metterlo nel sacco nero della spazzatura e
gettarlo in un cassonetto? Pesava troppo? Ah sì? E allora portarlo a braccia
per un tratto di sentiero tra gli sterpi era più leggero? E tutta questa sfaticata non avrebbe rovinato
il trucco e sgualcito gli abiti di una signora?
Signori e Signore Giudici e “Giudichesse” secondo la declinazione al
femminile imposta dalla Boldrini), quando giudicate un fatto e una persona,
calatevi voi per primi nella situazione, o un vostro stretto familiare, e ….
dopo contate fino a cento.
8) l’IPOTESI DI UN
RAPTUS
“L’incontrollabile furia omicida” è raptus. Ma
il raptus al punto di uccidere presuppone lo stato psicologico di disagio molto
forte o malattia mentale, presuppone che la persona abbia scatti di ira
incontrollabili e violenti. Nel caso di raptus Veronica non sarebbe
preoccupata di non fare rumori, anzi. In quel caso tutti vicini di casa
avrebbero sentito la lite degenerare, avrebbero sentito urla, rumori, il pianto
di Loris. Nello stato di ira
incontrollabile si uccide con numerosi colpi, con il coltello, con la pietra, o
qualsiasi cosa che c’è sotto mano. Sarebbe logico immaginare una padellata per
la testa o qualcosa di simile. Nel caso di Annamaria Franzoni l’ipotesi dell’omicidio
era un raptus, ma là almeno era sangue dappertutto e poteva immaginare che fossero
stati numerosi colpi per la testa.
Le fascette e
lo strangolamento lento non si addice assolutamente all’ipotesi di un raptus, è
un’arma del delitto troppo complicata. Un arma da esecuzione o tortura. La
fascetta è sottile, scivolosa e scomoda, per maneggiare le fascette devi avere
la testa lucida e fredda. Bisogna
metterla, poi infilare nel occhiello, poi stringere …. Ma vittima nel frattempo
cosa fa, sta tranquilla e aspetta? Mentre la strangoli non urla, non ti da
calci e pugni?.... A parte che, come già sappiamo, le fascette a casa di Stival erano troppo
corte …..
Un commento
interessante da uno di blog:
“Non so se tu ti sia mai trovata a utilizzare le fascette.
Io sì, per motivi di orto & giardino. Sono
le cose più scomode del mondo, leggerissime, sfuggenti, ti tagliano le dita
quando le tiri, devi stare attenta a inserire la linguetta per il verso giusto
in un buco piccolo. ecc ecc.
Posso capire qualcuno che le usi per il bondage, ossia le infili alla vittima consenziente e poi succede la disgrazia quando questa si agita e il partner è troppo strafatto per intervenire. O che siano ottime manette per prigionieri che devono porgere i polsi. Ma sceglierle volutamente per strangolare qualcuno che non è d'accordo... no. In una casa piena di soluzioni alternative molto più comode, oltretutto.”
9) IL PROFILO
PSICOLOGICO DI VERONICA
Il profilo psicologico di una madre che uccide il figlio è
descritta in letteratura medico-scientifica e catalogata. In Quarto Grado il psichiatra Meluzzi ci ha spiegato quali tipi delle
madre-assassine esistono. Però A NESSUNO DI QUESTI TIPI CORRISPONDE Veronica
Panarello. Spesso Veronica viene paragonata ad Annamaria
Franzoni, e non perché c’è qualcosa in comune tra loro due, anzi, sono diversissime
come le persone , i delitti sono diversi e anche le circostanze e ambiente non
hanno niente in comune. Però vengono
paragonate perché sono due casi di ANOMALIA. Ma se in caso di Veronica
Panarello si tratta di un’ anomalia indiscussa, allora come si può affermare
con la certezza che lei è un’ assassina?
Una madre -assassina è soprattutto una persona malata che ha
bisogno delle cure. Allora come mai la procura di Ragusa non ha chiesto la
perizia psichiatrica? Evidentemente capiscono che Veronica non è malata, e
quindi non rimane che dichiararla una lucida assassina, come se fosse una
componente di cosca mafiosa …. Cioè
senza nessuna spiegazione e movente plausibile.
Era scritto e detto molto della instabilità psicologica di
Veronica, ma allo stesso tempo della sua indole bugiarda, della lucidità e
odiosissima crudeltà. Quando leggo tutto
questo mi viene solo da dire “ma fate pace con cervello”, perché una persona non può essere debole
psicologicamente, che non riesce a
controllare gli impulsi omicidi e nello stesso tempo essere anche lucida
assassina, determinata a fare una vera esecuzione, e anche capace di essere
un’attrice dal premio Oscar. Sia l’ordinanza
di custodia cautelare, sia la sentenza del riesame fanno lo stesso errore: invece di basarsi solo sui fatti che
scarseggiano, descrivono il profilo
psicologico dell’ imputata, cioè si spiacciano per psicologi-dilettanti , senza
però preoccuparsi di fare una vera perizia psichiatrica. E in conseguenza,
nelle tutte loro ricostruzioni l’acqua
esce da tutte le parti e MANCA LA LOGICA.
Se ipotizzare che Veronica aveva qualche disaggio
psicologico ed era malata, come mai nessuno se ne accorto? Ne marito, ne
parenti della famiglia Stival, ne amiche, ne maestre, ne vicine di casa? Tutti
la descrivono come una persona tranquilla e normale, molto affettuosa con
bambini, molto premurosa e attenta. Per
Davide, suo marito, lei era una madre perfetta, e perfino la sua sorella Antonella
ha detto che Veronica era una buona madre. Ma per uccidere il figlio il
disaggio dovrebbe essere molto forte e non poteva non essere notato. Qualcuno
ha notato i cambiamenti in Veronica nei ultimi tempi? Sembra di no, nessuno ha
notato niente.
Era detto e scritto molto dei suoi presunti suicidi in età
adolescenziale. Ma a parte che non c’entrano niente con il delitto, anche perché
da allora sono passati molti anni, credo che per ogni psichiatra sia chiaro che
non si trattava di suicidi, ma di una messinscena adolescenziale per attirare
l’attenzione. Penso che moltissime persone in queste età sono capaci di fare le
cose del genere, sopratutto nelle circostanze in quali si trovava
Veronica. La persona che veramente vuole
suicidarsi lo fa senza avvisare amici, parenti e carabinieri. Le persone che
veramente volevano suicidarsi, si sono suicidati tutti e sono morti tutti. Gli
altri, sopravvissuti, volevano solo attirare attenzione. Ma c’entra questo con l’omicidio di Loris?
Aggiunge qualcosa al suo quadro psicologico? Assolutamente NO.
Veronica viene adesso descritta come una persona nervosa,
che sgridava i suoi figli e li trattava male. A me invece risulta che tranne
una testimonianza, tutti (maestre, vicine di casa, conoscenti, amiche) sempre
la descrivevano come una persona normalissima, una madre molto affettuosa e
attenta.
Ricordo un’intervista a una delle vicine di casa. Il
giornalista le chiede se Veronica sgridava i figli e quanto spesso. A me è
rimasto impresso lo sguardo di quella donna rivolto al giornalista prima di
rispondere, come se volesse dire “povero demente con le tue domande idiote”,…. “si – ha detto lei – ogni tanto sgridava, la
sentivo. Circa 2-3 volte in settimana”
Però c’è un vicino di cosa che l’ha sentita urlare brutte parolacce, tipo “testa di
cazzo” rivolte ai bambini,… anche se lui non ha sentito le voci di bambini che
rispondevano oppure piangevano, niente. Colpevolisti ipotizzano che poveri bambini erano
terrorizzati e non piangevano dal terrore. Però le stesse persone come allora
spiegano che un bambino tanto terrorizzato come Loris non ha voluto andare a
scuola e ha fatto di testa sua? Eh, si,… la logica, quella sconosciuta …. Una giornalista però ha chiesto a quel vicino
di casa: “ma forse Veronica parlava con qualcuno al telefono?” .. Lui le rispose
“ ma no, al telefono tutti parlano con la voce bassa”…..
Ma vi rendete conto? Siccome
a detta sua tutti al telefono parlano con la voce bassa, allora per
l’esclusione non gli rimane che pensare che veronica gridava ai suoi figli! Ma
meno male che lui non è un mio vicino di casa, altrimenti non saprei cosa
avrebbe pensato, sentendo cosa grido io qualche volta al telefono!
Un esempio di allucinante malafede colpevolista è
l’interpretazione del filmato di un giorno precedente, dove si vede che Loris
esce dal panificio, corre verso la macchina, sale sul sedile anteriore e si
vedono alcuni movimenti del bambino a destra e sinistra. E’ ovvio pensare che Veronica gli mette nello zaino la
merendina, e quindi Loris deve piegarsi in avanti e girarsi. Per colpevolisti
invece è chiaro che sua madre lo strattona. Non si pongono manco la domanda
perché lo dovrebbe strattonare, lo strattona e basta, solo perché e cattiva e
malvagia. E se Loris corre verso la macchina, non perché corre come tutti
bambini, ma perché ha paura della madre.
E ancora un esempio, dall’ articolo di Carmelo Abbate: “ A seguito della scomparsa di Loris la madre telefona a tutti disperata, ai suoceri come a un'amica e all'azienda del marito ma non avverte il marito stesso, Davide Stival, e i giudici descrivono la non telefonata come "un silenzio denso di equivocità e di diabolica consapevolezza dell'orribile misfatto" ..... Ma vi rendete conto??? Secondo me solo una persona
malvagia con la fantasia malata possa interpretare così un fatto che Veronica
non vuole far preoccupare marito perché capisce che lui deve guidare il camion
per le autostrade. E’ solo una prova che
Veronica è una persona premurosa e attenta e che ama il suo marito.
Un articolo sul caso di Veronica Panarello, dove viene anche
spiegato il profilo delle madri-assassine:
Dall’intervista
al criminologo Carmelo Livorino, del 21 dicembre 2014, dove lui spiega perchè l’assassino di Loris
sarebbe un esterno, non Veronica Panarello:
«Elenco una serie di indicatori che non sembrano essere
compatibili con la figura della madre assassina nel caso di morte per omicidio
volontario. Il disprezzo verso il corpo, l’assenza di ogni segno di rimorso, lo
scaricamento del corpo in quella maniera violenta e veloce, il volere disfarsi
di un fardello scomodo e pericoloso sono tutti indicatori di una persona che
non nutriva da tempo sentimenti di affetto verso il bambino, cosa che invece la
madre sino a poche ore prima della scomparsa di Loris ha mostrato e vissuto.
Attenzione, in moltissimi casi di uccisione del tipo familiare l’assassino/a
lascia una traccia di rimorso o negazione psichica, quale aggiustare il
cadavere, coprirlo, lasciarlo in posa non umiliante. Invece il bambino è stato
buttato ancora vivo, come un fantoccio da deumanizzare, con i pantaloni
abbassati, quasi a volerlo degradare, in mezzo all’immondizia. Altro aspetto
importante è l’avere coperto il capo del bambino col cappuccio della felpa: un
atto che non è di rimorso/negazione psichica, bensì strumentale a nasconderlo.
E ancora l’eliminazione delle fascette tramite forbici procura lesioni al corpo
mentre il bambino è ancora vivo. La circostanza denota due aspetti molto forti:
l’assassino ha eliminato l’arma del delitto contenente il proprio dna e le
proprie impronte digitali e, contemporaneamente, ha prolungato il proprio
contatto corporeo e fisico con la vittima, addirittura facendola soffrire
maggiormente. Ebbene, l’atto implica sadismo fisico, psicologico e odio covato
per settimane. Non è compatibile con la madre assassina. La metodica
omicidiaria dello strangolamento volontario tramite fascetta implica una serie
di atti logici, mirati, organizzati e consequenziali, che male si adattano ai
tempi ristretti di Veronica e allo stato compulsivo di madre assassina. Tre
aspetti sono compatibili con la figura di un assassino esterno: il modus
operandi spietato, veloce, accurato e organizzato; l’assenza di tracce
psicologiche quali la negazione psichica e il rimorso, la messa in posa e la composizione
del cadavere, e la presenza di tracce psicologiche quali il disprezzo e l’odio
verso il bambino vivo e morto, la procurata sofferenza e il non avere
retrocesso dall’azione assassina. E infine la mancata pianificazione di
attività per “farla franca” da parte di Veronica. Prima fra tutte, il non avere
previsto di essere ripresa dalle videocamere»
10) IL RUOLO DELLE
BUGIE DELLA SORELLA
Il ruolo di sorella Antonella nell’arresto di Veronica è fondamentale, basta leggere l’ordinanza di
custodia cautelare, dove la buona parte è dedicata alle sue dichiarazioni e
intercettazioni. Non credo che Antonella non sapeva di essere intercettata, e
in questa ottica le sue dichiarazioni assumano tutt’altra visione ….. A me è sembrato strano che nell’ordinanza,
dove dovrebbero essere solo le motivazioni dell’arresto, sono inserite le
dichiarazione su Veronica che non riguardano assolutamente l’omicidio di Loris.
Antonella parla di fatti accaduti molti
anni fa e tutti questi fatti, una lunga fila, ci sono nell’ordinanza di
custodia cautelare!! Antonella dice anche
le bugie, come nel caso di suicidi, di paternità di Veronica, di fontana. Ha detto che Veronica sapeva della fontana
perché ci andava a prendere l’acqua. Però era smentita sia da padre che da
madre. Madre ha ricordato che era un’altra fontana , assolutamente dall’altra
parte.
Non capisco come mai la procura da ascolto a un simile
personaggio, a una tizia che sempre invidiava Veronica perché a detta sua era
quella più bella. Bastava vedere le sue
interviste per accorgere come brillavano gli occhi di Antonella dalla gioia,
che non riusciva nemmeno a mascherare. Antonella
negli ultimi anni ha incontrato Veronica 4-5 volte e quindi che cosa poteva
testimoniare? Però parla e viene perfino
ascoltata!! Dice “ poteva uccidere
insieme con qualcuno, con amante”, “poteva uccidere perché Loris somigliava me
e lei mi odiava”,… Dopo la morte di
Loris viene a casa di Veronica per fare le condoglianze e perfino qui dimostra
la sua indole malvagia. Quando Veronica si sente male e si sdraia, Antonella
commenta che secondo lei Veronica fa teatro, perchè poco dopo si alza come se
niente fosse. Veramente, non so chi è
più vergognoso, una persona squallida come Antonella oppure quelli che danno
ascolto a lei.
11) LA SENTENZA DEL
RIESAME
La sentenza allucinante, leggendo quale non sai se ridere o
piangere. Se non ci fosse una ragazza in carcere, potrei pure ridere, talmente
la sentenza è ridicola, contraddittoria, stramba e priva di qualsiasi logica e
senso, scritta con lo pathos di un romanziere di gialli. L’autrice di questa sentenza è la giudice del riesame Maria Grazia Vagliasindi, insieme con Pietro
Currò e Aurora Russo;
Sono molto incuriosita da questa giudice proprio perché non riesco a capire come una persona sana di mente, e presumibilmente in buona fede possa scrivere tante idiozie prive di qualsiasi logica e buon senso. E se la Vagliasindi si spaccia per una psicologa e fa pseudo perizia psichiatrica, allora penso che lo posso fare anch’io, perché da quello che scrive lei nella sua sentenza si può trarre molte cose. Cioè è subito chiaro che lei non ha mai avuto figli e chissa forse ingenuamente pensa che un bambino di 8 anni è assolutamente ingestibile e se fa capricci bisogna rassegnarsi. Siccome usa il linguaggio da romanzi di mafia tipo «una lucidissima assassina» con «elevatissima capacità criminale», si può dedurre che vive in realtà mafiosa e non è capace carpire le differenze tra un killer mafioso e una madre del bambino. Sul fatto come mai una madre affettuosa si trasforma in lucidissima assassina lei, psicologa-dilettante, non ci da nessuna spiegazione. Si può quindi dedurre che libri di psicologia non abbia mai letti e non si è faticata ad informarsi sui profili psicologici delle madri –assassine, ma solo guarda i film tipo thriller e vampiri. Là si che è possibile tutto, là in un secondo una persona normale si trasforma in un vampiro oppure in un’ incarnazione del Male e nessuno pone delle domande. Non le pone nemmeno lei, Vagliasindi, e perché dovrebbe se nei film tutto fila liscio. Si può anche dedurre che nel cuor suo giudica male le donne che si truccano, e nel fondo si sente un po’ come sorella di veronica, “brutta della famiglia” che deve soffocare l’invidia per gli altri. Però ecco, è arrivato il momento del riscatto per tutte e due!
Queste sono le
mie ipotesi nel caso se la giudice era in buona fede. Ma possiamo escludere che
tutti sempre sono in buona fede?..... beh…… E qui, digitando il suo nome su
google mi aspetta una sorpresa. Risulta che è la stessa giudice che ha
scarcerato Nicola Mancuso, il presunto assassino di Valentina Salamone. Però
contro Mancuso ci sono le prove della sua colpevolezza ben più solide e concrete
di quelle che ci sono contro Veronica! Però il ruolo di Mancuso nel seppellire
l’omicidio è ancora tutto da chiarire. Rimane il fatto che amiche presenti in
quella serata hanno paura di parlare, rimane il fatto che carabinieri non hanno
nemmeno iniziato a indagare e hanno permesso a tutti partecipanti velocemente
pulire il luogo del delitto. Qualcuno forse ha fatto le pressioni su
carabinieri e amici di Valentina? Qualcuno forse era amico di qualche pezzo
grosso? …. Un amico di Mancuso si mette mani davanti dicendo che era lui ad
appendere il cappio per scherzo … Ma avendo questi dubbi non sarebbe meglio
lasciare Mancuso nel carcere perché quì sicuramente si può ipotizzare l’
inquinamento delle prove?...
Come mai Vagliasindi scarcera Mancuso contro tutte le evidenze e prove e lascia in carcere Veronica senza alcuna prova e scrive romanzi pieni di illazioni? Se continuo la ricerca su google chissa cos’altro trovo, chissa chi altro era lasciato libero …….
12) L’AUTOPSIA E
L’ORA DELLA MORTE
Tutti criminologi affermano che stabilire l’ora esatta del
delitto è impossibile, di solito ipotizzano l’arco del tempo di alcune ore.
Quasi in ogni trasmissione di Quarto Grado
ce lo spiega la criminologa Daria Ranalletta. Nel caso di Loris, secondo l'autopsia depositata dal medico legale Giuseppe
Iuvara, l’ora della
morte è stabilita dalle 8.30 alle 10.00, la fascia oraria piuttosto stretta, che
corrisponde alla permanenza di Veronica a casa dalle 8.49 fino alle 9.23.
Ma se secondo l’autopsia la morte era avvenuta “ in un momento
immediatamente successivo allo strangolamento, può rientrare tra le cause della
morte o essere un fatto immediatamente successivo" questo allora vuol dire
che Loris era strangolato o accanto al canalone o nei pressi del canalone, o
no? … Potrebbe c’entrare la macchina che corre sbandando a tutta la
velocità?.....
Puntata speciale di
Piazza Verga del 30.01.2015, dedicata al caso di Loris Stival. Parla l'avvocato Francesco Villardita.
Un’intervista di 40 minuti, piena di particolari che fanno riflettere, anche
sull’orario della morte del bambino e anche su alcuni modi di indagare della procura di Ragusa. L’intervistatore l’ avvocato G.Lipera aggiunge:
“Io ho subito pensato, o non è stata lei oppure lei è una pazza”
13) ALTRE PISTE e
vari misteri irrisolti
* Come mai nessuno cerca la macchina grigia che
di mattina sbanda girando verso il mulino vecchio?… La testimone Giovanna Portelli ha visto «il 29 novembre alle 9,15 circa
un’auto di colore grigio chiaro imboccare la strade del mulino vecchio a forte
velocità». Però secondo il Riesame sono solo indicazioni «non idonee a scalfire
il significato gravemente indiziante nei confronti dell’indagata». ……???...... Scusi,
signora Vagliasindi, ho capito bene??......
* La testimonianza di
un padre di Santa Croce subito dopo il ritrovamento di Loris: «Ho due figli di
13 e 8 anni. Il grande fu avvicinato qualche mese fa da un uomo che gli disse:
sali, a scuola ti accompagno io». Chi era quest'uomo, qualcuno lo ha cercato?
* La giornalista Veronica Tomassini parla con
abitanti di Santa Croce e uno le rivela che quella mattina ha visto Loris sulla
cima del vecchio mulino insieme con uno che “non era suo padre”. Ma subito gli
altri lo interrompono, fanno il segno con un dito sulla tempia e aggiungono “è
pazzu” Ma se fosse vero quello che ha
detto? Qualcuno lo ha interrogato?
* Rimane il mistero del ritrovamento immediato
(dopo15 minuti) del corpo del bambino da Orazio Fidone in un canale nell’ora del tramonto;… Sapeva qualcosa?
Sospettava qualcosa o qualcuno? Come poteva a vedere nel penombra del tramonto
il corpo nel canalone? ….
Un intervista
molto interessante al proprietario del Mulino vecchio:
* Come mai non erano sequestrati filmati delle altre vie che portano a scuola?
Magari si poteva vedere qualche motorino con un bambino?...
* «Quel bastardo se l’è presa con mio figlio»,
ha detto Davide confidandosi con l’amico Renato Emmolo che era andato a
prenderlo all’aeroporto. «Uno sfogo in un momento di rabbiosa disperazione»,
per i giudici …… Ma almeno era chiarito chi è “quel bastardo” ??....
* Qualche mese
prima del delitto Loris ha chiesto “mamma,
cosa vuol dire essere gay?“, ….Potrebbe c’entrare con il delitto?
* Che fine ha fatto lo zaino?...... se non era
buttato subito nel canalone allora non si sa se lo troveremo. L’assassino
insospettato e indisturbato poteva tranquillamente buttarlo via anche a catania
…..
* Chi ha messo davanti alla scuola le mutandine
di un bambino?..... Sono simili a quelle
di Loris, perfino dello stesso colore …. Che strano. Sembra che sono apparsi
dopo il passaggio di un pulmino di una emittente televisiva, quindi
probabilmente erano buttate per fare lo scoop…. Sarà vero? Se si, questo ci fa capire quanto “onesti” sono giornalisti, però molti continuano a credere a
tutte le cretinate che scrivono.
* Le mani erano legate con le fascette post -mortem …. Per
facilitare il trasporto del corpo?
* Perchè Loris voleva portare a scuola le
fascette e a chi? …. Sembra che questo ormai non interessa più nessuno.
* Ho letto che le fascette vengono usate in
alcuni esercizi di taekwondo, tipo “liberazione di ostaggi”….. Qualcuno ha pensato di questa pista, di
qualche ragazzo più grande dalla palestra?....
14) CHE COSA POTEVA RIFERIRE DIEGO
Nessuno capisce l’atteggiamento di Davide verso la moglie,
come mai non le sta accanto, come mai crede alla procura e non a una persona
con la quale ha passato 10 anni della sua vita, che fino a poco fa era una
moglie e madre perfetta. Alcuni
ipotizzano che forse era proprio il bambino più piccolo Diego a riferire
qualcosa. Però Davide non credeva alla colpevolezza della moglie fino al suo
arresto, e sicuramente nella famiglia hanno chiesto qualcosa a Diego di Loris,
anche per capire se sa o ricorda qualche particolare che potrebbe dare qualche
traccia.
A Diego sarà
stato sicuramente chiesto dai genitori e probabilmente anche dai nonni se avesse visto Loris avviarsi verso la scuola
quella mattina, una volta sceso dall'auto. Questa domanda pare scontata,
perché perlomeno il padre avrà ipotizzato che Loris fosse stato
"rapito" proprio nel tratto della via Cervi che avrebbe dovuto fare a
piedi. E se Davide era dalla parte della moglie ALLORA
DIEGO NON HA DETTO CHE LORIS ERA A CASA.
Ancora il 6 dicembre, tre giorni prima dell’arresto, Davide Stival dichiarava: "E' una mamma speciale, non voglio che si
infanghi il suo nome".
Però sicuramente
Diego era interrogato dopo l’arresto di madre, quindi a distanza di circa due
settimane dall’ omicidio. Però dopo tanto
tempo si doveva interrogarlo insieme con psicologi altamente professionali,
perché non ci vuole molto per suggestionare ricordi di un bambino così piccolo.
Forse ricordate il caso di maestre di Rignano Flaminio, accusate di portare
bambini dall’asilo a casa propria per fare riti satanici. Nonostante racconti
fantasiosi di bambini tutte maestre erano assolte. Ricordo alcuni video che
hanno girato genitori, chiedendo con l’insistenza alla sua bambina di
rispondere e inducendo la risposta desiderata. Cioè genitori essendo in buona
fede non si rendevano nemmeno conto che condizionavano la risposta del bambino.
Se anche Davide ha chiesto al figlio, a distanza di due settimane dall’accaduto
“ ma dimmi la verità, ma è vero che
Loris non è andato a scuola, fatti bravo, dì a papà la verità” allora anche
Diego poteva dire quello che suo padre voleva sentire. Forse allora si potrebbe
anche spiegare l’ostilità di Davide verso Veronica. .. ??....
15) Un po’ sul
Procuratore di Ragusa Carmelo Petralia
16) Chi è la criminologa
Roberta Bruzzone, tanto per chiarire
quanto possano essere attendibili le esternazioni in tv di una tizia che sta
aspettando di essere processata per le calunnie …
17) LA LOGICA DELLA PROCURA DI RAGUSA
Se seguire la
logica di procura di Ragusa, cioè quella fantasiosa prestata dai romanzi,
gialli e thriller, allora ogni cosa presuppone più letture e qualsiasi cosa
diventa una prova di colpevolezza. Se
hai a casa forbici allora è una prova inconfutabile del reato; se dimostri alle
maestre le fascette questo è “altamente sospettoso”; se ti trucchi quindi hai un amante, se non
chiami marito per non farlo preoccupare sapendo che deve guidare è perché ti
senti colpevole; se eri madre sempre affettuosa allora avevi la rabbia repressa
dentro; se sgridavi bambini allora hai incontrollabile furia omicida; se
bambino non vuole andare a scuole allora si sa che è più facile ucciderlo che
portare a scuola, … perché come si sa qualsiasi madre affettuosa per stare
mezzoretta con l’amante uccide figli... Roba da matti, da ora in poi, se mi
capita un ragionamento illogico e assurdo lo chiamerò la “ logica di procura di
ragusa” .......
Sarebbe solo da ridere se non ci
fosse una ragazza di 26 anni in carcere, che ritengo innocente. E
se ricordare un'altra ragazza, Amanda Knox, che ha passato da innocente 4 anni
in carcere ed era perfino condannata, allora capisci che le cose si mettono
male. Perché non credo che la procura potrebbe mai ammettere i suoi errori,
esattamente come nel caso di fratellini di Gravina. Quando hanno trovato i corpi di bambini ed
era chiaro che padre arrestato non c’entra, il procuratore non voleva liberare
il padre, continuava a dire che non
hanno sbagliato niente, che indagini erano svolte bene!
Laureato in Fisica, è professore associato presso la
Facoltà di Scienze dell’Università di Torino, corso di laurea in Informatica.
Nella laurea magistrale in sistemi multimediali e realtà virtuale è docente dei
corsi di “elaborazione di immagini e visione artificiale”, “modellazione
grafica e “sistemi di realtà virtuale”.Nell’ambito dell’attività scientifica,
si occupa di metodologie per il miglioramento e ripristino di qualità di
immagini provenienti da sorgenti biomediche e artistiche con particolare
riferimento alle tecniche per l’estrazione di informazione latente e per il
riconoscimento di forme. Per quanto riguarda la realtà virtuale, segue progetti
che sviluppano sistemi di realtà virtuale e realtà aumentata, con particolare
riferimento ad applicazioni nell’ambito dei beni culturali, della medicina e
dell’esplorazione di ambienti ostili. Svolge
per la Magistratura consulenze il cui obiettivo consiste nella ricostruzione
del teatro di atti criminosi e nel riconoscimento degli autori degli stessi.
Si occupa da numerosi anni degli studi dell’immagine della Sindone, e in particolare
della rappresentazione tridimensionale che permette di apprezzare la fisionomia
del volto e i segni riconducibili al martirio subito dall’uomo sindonico.
Ricopre la carica di vicedirettore del Centro Internazionale di Sindonologia di
Torino istituzione ufficiale per il coordinamento e per la divulgazione degli
studi interdisciplinari sulla Sindone.
Il gruppo Fb VERONICA PANARELLO: INNOCENTE FINO A PROVA CONTRARIA:



