venerdì 15 luglio 2016

LA VITA NELL’URSS - risposta a una domanda

Premessa. Il mio non è proprio un blog, come vedete i commenti sono disabilitati e scrivo qui non spesso. Sia questo blog che “Pro stamina” sono nati con lo scopo di pura utilità. Visto che spesso mi capita di discutere sugli stessi argomenti preferisco scrivere quello che penso una volta e dopo linkare, è molto più comodo. :-) Però se qualcuno cmq vuole rispondere o fare delle domande lo può fare tranquillamente su Fb o Twitter.

Quella sotto in effetti è una risposta in una discussione con alcuni nazi-fascisti italiani che ho fatto circa un anno fa. Ma penso che potesse essere interessante anche per qualcun’altro.

Uno di loro, Mimmo, ha scritto che nell’ URSS era povertà talmente tanta che in un condominio la gente non aveva nemmeno le pentole, li condivideva con vicini di casa….. Questa barzelletta infilata a un ingenuo fascista era troppo forte, rido finora. Ma spiegargli che non era così era impossibile, mi ha detto che ha pure la foto (sic!!)  Un altro invece ha scritto: “….il sistema comunista, dove ampliato ha portato fame morte e disperazione e mi si speghi  perchè se nei paesi comunisti si stava tanto bene dopo la caduta del muro polacchi rumeni russi moldavi ucraini etc, etc, etc, sono scappati in occidente. Mi spieghi perchè la DDR ha dovuto costruire un muro, unico caso nella storia non per impedire a quelli di fuori di entrare ma per tenere con la forza i tedeschi dell'est dentro.”

RISPOSTA

La risposta alla Sua domanda è in effetti molto SEMPLICE, però un po’ lunga :-) …….

Se noi continuiamo a dire “paesi comunisti”, “regime comunista” etc, solo confondiamo porello Mimmo che non capendo più nulla continuerà a pensare che nell’ URSS era costruito il comunismo, ahahaha …..  A differenza da quello che Lei afferma, il sistema comunista NON ha portato nessuna fame, morte e disperazione.  Fame, morte e disperazione ve li hanno portati i governi italiani di ultimi 20 anni, ve li hanno portati fascisti, iniziandole guerre e volendo allearsi con Hitler. La fame nell’ URSS era durante la guerra, ma se voi avete così tanti fascisti evidentemente durante la guerra stavate troppo bene e non avete capito manco un cavolo (eufemismo). Quanto al concetto “ si stava così bene” è una cosa assai relativa, e lei lo capisce bene.

Prima di tutto, non mischiamo tutti paesi insieme, perché ogni paese ha il proprio percorso, la propria storia ed i propri perché. Polacchi vivevano in Polonia, rumeni in Romania, russi, moldavi (gli stessi rumeni in effetti) e ucraini nell’ URSS, il muro era in Germania.  Quindi boh, di cosa vogliamo parlare, di DDR, URSS, Polonia, Romania? …..

Non so che cosa avete letto dell’URSS, ma come vedo per voi la vita là era sempre uguale: prima di guerra,  durante la guerra, dopo la guerra fino al 1953, periodo di Hruscev, periodo di Breznev, periodo di post Breznev.  Ma sono periodi DIVERSI e la vita era DIVERSA, ma questo sembra che proprio non riuscita a capire, ripetete solo “gulag, gulag, gulag, lager, lager, lager…”. Quindi di cosa vogliamo parlare, del periodo di Stalin che vi sta particolarmente a cuore, oppure di Breznev? …. 

Poi, vorrei farvi notare che anch’io adesso vivo qui, vero? E che vuol dire, niente. Io con la mia consapevolezza di adesso, con la mia esperienza di vita qui, SE POTESSI ritornare indietro nell’ URSS lo farei, esattamente come moltissimi altri che conosco. Questo risulta anche dai vari sondaggi.  Gli anni che vivo qui sono i peggiori in assoluto di tutta la mia vita. Ma cmq la gente scappava dall’ URSS, è vero. Che cosa avrei fatto io, se allora avessi la possibilità di scappare all’ estero? Boh,… chissa, forse spinta dalla curiosità potevo scappare anch’io. Dipende cosa ti tiene, che lavoro sai fare e potresti fare all’ estero e molto altro. Un conto se scappa un ballerino famoso che tutti aspettano con le braccia aperte e tutt’ altra cosa se scappa per esempio un avvocato che mica può applicare all’ estero le sue conoscenze  …
  
Un essere umano per la sua natura è curioso. Se qualcosa proibire questo diventa l’oggetto del desiderio. Se tenerlo dietro il muro lui si sente il prigioniero e vuole scavalcare il muro.  Nella natura dell’essere umano è pensare che dappertutto è meglio tranne il posto dove si trova adesso e che gli altri stanno meglio, sono più felici. Un essere umano vuole sempre di più, non si accontenta di quello che ha e vuole sempre stare meglio. Ma è normale, no? Però i paragoni puoi fare solo se hai vissuto sia là che qua, solo facendo le esperienze. Allora puoi mettere sulla bilancia sia lati negativi della vita di allora sia lati positivi e VEDERE CHE COSA PREVALE.

È ovvio che nell’ URSS mancavano molte cose, nei negozi  spesso c’erano le file e non sempre c’era tutto, e nella periferia del paese stava molto peggio delle grandi città.  C’erano ovviamente tutte le pentole, elettrodomestici e vestiti, telefoni, televisori e macchine, ma cmq non c’era l’ assortimento granchè, direi proprio l’assortimento era povero e questo scocciava.  Che cmq è ben diverso da vivere in fame. Forse ero anche fortunata a vivere in una città grande, perchè da noi per esempio il pane era di circa 20 tipi (cioè l’assortimento più vasto che da voi), in campagna non era così. Se da noi c’era in vendita 4-10 tipi di formaggio, in campagna potevano essere 2 tipi. Una fabbrica di latticini produceva vari tipi di ricotta e formaggini, latte, kefir, panna acida, rjazenka.  Ricordo che non sempre beccavi rjazenka.  Ma non averla sempre non vuol dire patire la fame. I palazzi che costruivano erano brutti, ma cmq costruivano, gli appartamenti erano stretti, ma cmq c’erano, per comprare una macchina ti iscrivevano al lavoro in una lista e aspettavi quando arriva sta macchina…   scoccia, no? Però gli elettrodomestici che avevo allora mi durano anche adesso, a differenza da quelli comprati in Italia.  L’oggetto del desiderio c’erano i jeans dall’ America e i sacchetti colorati di plastica….  Non c’erano avocado, noci macadamia, e nemmeno nespole, e raramente banane, … Gli avocado sono arrivati nei supermercati dopo il 1991…. Beh, è terribile la vita senza avocado, amici miei.  Dal 1991 mi sono abitata e quando sono arrivata in Calabria ero tanto stupita che non ci sono, dovevo faticare parecchio per trovarli,…. Però se mi dite dove si trovano le noci di macadamia vi sarei immensamente grata, non li ho ancora visti. Ah, mi manca moltissimo anche l’olio di lino, io capisco che non lo usate, ma è buonissimo con l’insalata …. manca anche l’aneto e acetosa …. e anche ribes neri vedo solo surgelati, raramente  …

Come si capisce, parliamo del concetto se “si stava così bene” :-) quant’ è relativo.  E ovvio, che se vivi dietro il muro, e da là ti arrivano le banane, varie oggetti colorati,  sacchetini e vestiti,  jazz e rock, pensi che là è decisamente meglio, scalpiti e vuoi andarci.  Anche perché pensi che là è meritocrazia e lavorando diventerai sicuramente ricco, che invece di comprare brutta Ziguli (la stessa Fiat) puoi comprare ferrari,…  che là c’è democrazia e chissa l’altro ancora che non sai! ….

Ma la realtà è ben diversa.  Almeno in Italia non vedo la meritocrazia, non c’è libertà di stampa, e nemmeno democrazia. Adesso c’è pure la disoccupazione, fame e disperazione, le persone si suicidano a 40 anni, ricercatori scappano in America, pizzaioli scappano in Germania.  Ci sono le discariche abusive e una vera “epidemia” di cancro. Noi guardiamo le femministe italiane come aliene, tanto sembra strano che per l’uguaglianza e gli stessi diritti si deve combattere,….  a noi invece era dato tutto dalla nascita. Qui sentiamo le numerose storie delle persone che non potevano studiare perché da piccoli dovevano lavorare e si sono limitati a scuola d’obbligo …. Qui scopriamo che fino a poco fa c’era il delitto d’onore e non si poteva manco divorziare, che esiste la separazione lunga tre anni, ma ascoltando certi uomini si raddrizzano capelli,…  di pillola del giorno dopo manco a parlare, da noi era 30 anni fa in ibera vendita …. Madò che medioevo…

Per capire se si stava bene bisogna vedere come si sta in altri posti, tutto qua. Bisogna mettere sulla bilancia tutto e vedere cosa prevale. Si può mettere sulla bilancia gli oggetti colorati (se dire il vero di pessima qualità, mai vista prima),  vestiti assortiti di vario tipo , ma per comprarli servono soldi e lavoro. Senza soldi non puoi pagare affitto, mutuo, veterinario, dentista, fare il corso di ballo o canto, niente. Se rischi di rimanere sotto il ponte non te ne frega più dell’assortimento.  E allora si che cominci a capire che cmq la felicità non sono i sacchetti colorati e senza avocado in qualche modo si poteva pure stare, che nella vita è più importante non la libertà astratta ma la sicurezza reale nel futuro.  E’ più importante avere la casa e un lavoro sicuro, sapere che tuoi figli possono studiare/suonare/fare lo sport gratis e una volta laureati non dovranno lavorare in call center.  Cosa mettiamo sulla bilancia, un supermercato stracolmo  e un eventuale futuro sotto un ponte?   Se scegliere tra cosidetta libertà di vivere in ansia e qualche dittatura che ti assicura le tue necessità, un essere umano sceglie il secondo. E non solo l’essere umano. Ho una gatta che il primo anno della sua vita viveva dietro la casa affamata, impaurita e nel freddo. Quando ha capito dove si mangia, lei, cresciuta in libertà, non esce più da casa, sta davanti al frigo. Ma i ballerini e musicisti scappati dall’ URSS hanno migliorato la loro vita e hanno fatto benissimo. Con soldi si sta bene dappertutto.  

Dopo nell’ urss la vita è cambiata, è arrivata la “perestroika” (che non si capisce perché non vi hanno tradotto, vuol dire solo “ricostruzione”), lo sfascio dell’URSS, la crisi, instabilità, povertà, insicurezze e ansie….   Allora si che scappavano tutti in massa, ma la vita non era più quella di prima. Era esattamente come qui, ma qui lavando i piatti si guadagna di più. Adesso tutte le repubbliche dell’URSS vivono la vita diversa. I paesi baltici sono indipendenti e dal 2004 fanno parte dell’UE.  Ucraina è in guerra, ma Russia, ricca di materie prime, va avanti grazie al braccio forte di Putin, ma non è la stessa cosa come quando era l’URSS…  si, c’è una fascia di  “nuovi russi” arricchiti con vari business sia leciti che illeciti, ma le ultime notizie da Mosca è che un dollaro non vale più 30 rubli ma 80……  Certo, adesso ci sono grandi supermercati, l’assortimento più vasto di vostri negozi, c’è tutto, ma risulta che tutto costa e parecchio, e nel futuro non guardi più con la sicurezza e tranquillità di prima. La gente rimpiange la sicurezza, ed è normale. Cmq la Russia in ogni caso ha il potenziale.

Vorrei cmq ritornare a “fame, morte e disperazione”. Non so che libri leggete voi (se leggete) e da dove prendete tutte ste cavolate. 1) Fame c’era prima di rivoluzione e dopo. Fame c’era durante la guerra e un certo periodo dopo. Da anni 50 in poi non c’era nessuna fame.  Nella mia famiglia lavorava solo mia madre, ma io non ho mai patito fame, anzi, e non ricordo che qualcuno soffrisse di fame.  Beh, da noi essere poveri voleva dire mangiare la pasta. Invece dopo lo sfascio dell’URSS erano gli anni difficili, si chiudevano le fabbriche e cresceva la disoccupazione e allora si, c’erano quelli che pativano fame; 2) Morte e numerose vittime ha portato la rivoluzione. Molti hanno trovato la morte nel periodo di Stalin e nel gulag; Morte hanno portato fascisti e hanno superato tutti.  Morivano in Afganistan. Gli altri morivano perle cause naturali, anche se a voi dispiace leggerlo. 3) Disperazione invece è una vostra invenzione. La gente nell’URSS poteva essere anche povera, ma mai disperata, anzi. La propaganda lavorava così bene che la gente era piena di entusiasmo di costruire un mondo nuovo e credeva che la vita sta per migliorarsi. E si migliorava davvero, si vedeva, e questo aumentava l’entusiasmo. Non so se avete mai letto di stakanovisti, ma voi evidentemente non capite che lavorare così si può solo se sei convinto, mica costretto. Nei tempi di Breznev c’era un periodo di un certo “stagno” e l’entusiasmo si è affievolito, era il periodo che ho vissuto io. Ma un certo cinismo non è la disperazione, nessuno era disperato. Perciò non inventate le favole e non leggete le idiozie scritte non si sa da chi. La disperazione vera è adesso qui in Italia, quando la gente si suicida. Io durante tutta la mia vita nell’ URSS non ricordo manco uno che si è suicidato per motivi economici.

Ah, ma la domanda era sul muro di Berlino e perché lo scavalcavano. Ma la Germania non è l'Italia, in Germania sia adesso che prima si stava meglio che nell'URSS e nell’ Italia, il livello di vita era sempre più alto.  Scappavano per vari ragioni, anche perchè dall'altra parte erano parenti e amici, perchè avevano paura del regime comunista e dall’ altra parte la vita era più libera. E anche adesso, nonostante la crisi economica Germania va avanti, si è rialzata con un fardello come DDR. Fatevi qualche domanda come mai, cos’ è che non funziona in Italia, non siete mica più stupidi di tedeschi.  Ma cmq è un altro tema che non riguarda la “terribile” vita nell’ URSS.

In effetti, la risposta alla domanda perché scappavano poteva essere molto breve, cioè una frase, ma ho pensato che sarebbe meglio spiegare un po’ le cose, visto che avete la conoscenza dell’argomento pari a zero.

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….. Solo in Italia ho apprezzato quel slogan che ci propinavano su ogni muro in tutte le scuole “Studiare, studiare, e ancora studiare” di Lenin. Caspita, mai potrei prima immaginare che in Italia capirò quant’è vero! Ma anche questo è un altro tema …..  Tanti saluti  :-) 



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