Premessa. Il mio non è proprio un blog, come vedete i commenti
sono disabilitati e scrivo qui non spesso. Sia questo blog che “Pro stamina”
sono nati con lo scopo di pura utilità. Visto che spesso mi capita di discutere
sugli stessi argomenti preferisco scrivere quello che penso una volta e dopo linkare,
è molto più comodo. :-) Però se qualcuno cmq vuole rispondere o fare delle
domande lo può fare tranquillamente su Fb o Twitter.
Quella sotto in effetti è una risposta in una discussione
con alcuni nazi-fascisti italiani che ho fatto circa un anno fa. Ma penso che
potesse essere interessante anche per qualcun’altro.
Uno di loro, Mimmo, ha scritto che nell’ URSS era povertà
talmente tanta che in un condominio la gente non aveva nemmeno le pentole, li
condivideva con vicini di casa….. Questa barzelletta infilata a un ingenuo
fascista era troppo forte, rido finora. Ma spiegargli che non era così era
impossibile, mi ha detto che ha pure la foto (sic!!) Un altro invece
ha scritto: “….il sistema comunista, dove ampliato ha portato fame morte e
disperazione e mi si speghi perchè se nei paesi comunisti si stava tanto
bene dopo la caduta del muro polacchi rumeni russi moldavi ucraini etc, etc, etc,
sono scappati in occidente. Mi spieghi perchè la DDR ha dovuto costruire un
muro, unico caso nella storia non per impedire a quelli di fuori di entrare ma
per tenere con la forza i tedeschi dell'est dentro.”
RISPOSTA
La risposta alla Sua domanda è in effetti molto SEMPLICE, però
un po’ lunga :-) …….
Se noi continuiamo a dire “paesi comunisti”, “regime
comunista” etc, solo confondiamo porello Mimmo che non capendo più nulla continuerà
a pensare che nell’ URSS era costruito il comunismo, ahahaha ….. A
differenza da quello che Lei afferma, il sistema comunista NON ha portato
nessuna fame, morte e disperazione. Fame, morte e disperazione ve li
hanno portati i governi italiani di ultimi 20 anni, ve li hanno portati
fascisti, iniziandole guerre e volendo allearsi con Hitler. La fame nell’
URSS era durante la guerra, ma se voi avete così tanti fascisti evidentemente
durante la guerra stavate troppo bene e non avete capito manco un cavolo (eufemismo).
Quanto al concetto “ si stava così bene” è una cosa assai relativa, e lei lo
capisce bene.
Prima di tutto, non mischiamo tutti paesi insieme, perché
ogni paese ha il proprio percorso, la propria storia ed i propri perché.
Polacchi vivevano in Polonia, rumeni in Romania, russi, moldavi (gli stessi
rumeni in effetti) e ucraini nell’ URSS, il muro era in Germania. Quindi
boh, di cosa vogliamo parlare, di DDR, URSS, Polonia, Romania? …..
Non so che cosa avete letto dell’URSS, ma come vedo per voi
la vita là era sempre uguale: prima di guerra, durante la guerra, dopo la
guerra fino al 1953, periodo di Hruscev, periodo di Breznev, periodo di post
Breznev. Ma sono periodi DIVERSI e la vita era DIVERSA, ma questo sembra
che proprio non riuscita a capire, ripetete solo “gulag, gulag, gulag, lager,
lager, lager…”. Quindi di cosa vogliamo parlare, del periodo di Stalin che vi
sta particolarmente a cuore, oppure di Breznev? ….
Poi, vorrei farvi notare che anch’io adesso vivo qui, vero?
E che vuol dire, niente. Io con la mia consapevolezza di adesso, con la mia
esperienza di vita qui, SE POTESSI ritornare indietro nell’ URSS lo farei,
esattamente come moltissimi altri che conosco. Questo risulta anche dai vari
sondaggi. Gli anni che vivo qui sono i peggiori in assoluto di tutta la
mia vita. Ma cmq la gente scappava dall’ URSS, è vero. Che cosa avrei fatto io,
se allora avessi la possibilità di scappare all’ estero? Boh,… chissa, forse
spinta dalla curiosità potevo scappare anch’io. Dipende cosa ti tiene, che lavoro
sai fare e potresti fare all’ estero e molto altro. Un conto se scappa un
ballerino famoso che tutti aspettano con le braccia aperte e tutt’ altra cosa
se scappa per esempio un avvocato che mica può applicare all’ estero le sue
conoscenze …
Un essere umano per la sua natura è curioso. Se qualcosa
proibire questo diventa l’oggetto del desiderio. Se tenerlo dietro il muro lui
si sente il prigioniero e vuole scavalcare il muro. Nella natura
dell’essere umano è pensare che dappertutto è meglio tranne il posto dove si
trova adesso e che gli altri stanno meglio, sono più felici. Un essere umano
vuole sempre di più, non si accontenta di quello che ha e vuole sempre stare
meglio. Ma è normale, no? Però i paragoni puoi fare solo se hai vissuto
sia là che qua, solo facendo le esperienze. Allora puoi mettere sulla
bilancia sia lati negativi della vita di allora sia lati positivi e VEDERE CHE
COSA PREVALE.
È ovvio che nell’ URSS mancavano molte cose, nei
negozi spesso c’erano le file e non sempre c’era tutto, e nella periferia
del paese stava molto peggio delle grandi città. C’erano ovviamente tutte
le pentole, elettrodomestici e vestiti, telefoni, televisori e macchine, ma cmq
non c’era l’ assortimento granchè, direi proprio l’assortimento era povero e questo
scocciava. Che cmq è ben diverso da vivere in fame. Forse ero anche
fortunata a vivere in una città grande, perchè da noi per esempio il pane era
di circa 20 tipi (cioè l’assortimento più vasto che da voi), in campagna non
era così. Se da noi c’era in vendita 4-10 tipi di formaggio, in campagna
potevano essere 2 tipi. Una fabbrica di latticini produceva vari tipi di
ricotta e formaggini, latte, kefir, panna acida, rjazenka. Ricordo che non
sempre beccavi rjazenka. Ma non averla sempre non vuol dire patire la
fame. I palazzi che costruivano erano brutti, ma cmq costruivano, gli
appartamenti erano stretti, ma cmq c’erano, per comprare una macchina ti
iscrivevano al lavoro in una lista e aspettavi quando arriva sta
macchina… scoccia, no? Però gli elettrodomestici che avevo allora
mi durano anche adesso, a differenza da quelli comprati in Italia.
L’oggetto del desiderio c’erano i jeans dall’ America e i sacchetti
colorati di plastica…. Non c’erano avocado, noci macadamia, e nemmeno
nespole, e raramente banane, … Gli avocado sono arrivati nei supermercati
dopo il 1991…. Beh, è terribile la vita senza avocado, amici miei. Dal
1991 mi sono abitata e quando sono arrivata in Calabria ero tanto stupita che
non ci sono, dovevo faticare parecchio per trovarli,…. Però se mi dite dove si
trovano le noci di macadamia vi sarei immensamente grata, non li ho ancora
visti. Ah, mi manca moltissimo anche l’olio di lino, io capisco che non lo
usate, ma è buonissimo con l’insalata …. manca anche l’aneto e acetosa …. e
anche ribes neri vedo solo surgelati, raramente …
Come si capisce, parliamo del concetto se “si stava così
bene” :-) quant’ è relativo. E ovvio, che se vivi dietro il muro, e da là
ti arrivano le banane, varie oggetti colorati, sacchetini e vestiti,
jazz e rock, pensi che là è decisamente meglio, scalpiti e vuoi
andarci. Anche perché pensi che là è meritocrazia e lavorando diventerai
sicuramente ricco, che invece di comprare brutta Ziguli (la stessa Fiat) puoi
comprare ferrari,… che là c’è democrazia e chissa l’altro ancora che non
sai! ….
Ma la realtà è ben diversa. Almeno in Italia non vedo
la meritocrazia, non c’è libertà di stampa, e nemmeno democrazia. Adesso c’è
pure la disoccupazione, fame e disperazione, le persone si suicidano a 40 anni,
ricercatori scappano in America, pizzaioli scappano in Germania. Ci sono
le discariche abusive e una vera “epidemia” di cancro. Noi guardiamo le
femministe italiane come aliene, tanto sembra strano che per l’uguaglianza e
gli stessi diritti si deve combattere,…. a noi invece era dato tutto
dalla nascita. Qui sentiamo le numerose storie delle persone che non potevano
studiare perché da piccoli dovevano lavorare e si sono limitati a scuola
d’obbligo …. Qui scopriamo che fino a poco fa c’era il delitto d’onore e non si
poteva manco divorziare, che esiste la separazione lunga tre anni, ma
ascoltando certi uomini si raddrizzano capelli,… di pillola del giorno
dopo manco a parlare, da noi era 30 anni fa in ibera vendita …. Madò che
medioevo…
Per capire se si stava bene bisogna vedere come si sta in
altri posti, tutto qua. Bisogna mettere sulla bilancia tutto e vedere cosa
prevale. Si può mettere sulla bilancia gli oggetti colorati (se dire il vero di
pessima qualità, mai vista prima), vestiti assortiti di vario tipo , ma
per comprarli servono soldi e lavoro. Senza soldi non puoi pagare affitto,
mutuo, veterinario, dentista, fare il corso di ballo o canto, niente. Se rischi
di rimanere sotto il ponte non te ne frega più dell’assortimento. E
allora si che cominci a capire che cmq la felicità non sono i sacchetti
colorati e senza avocado in qualche modo si poteva pure stare, che nella vita è
più importante non la libertà astratta ma la sicurezza reale nel futuro.
E’ più importante avere la casa e un lavoro sicuro, sapere che tuoi figli
possono studiare/suonare/fare lo sport gratis e una volta laureati non
dovranno lavorare in call center. Cosa mettiamo sulla bilancia, un
supermercato stracolmo e un eventuale futuro sotto un ponte?
Se scegliere tra cosidetta libertà di vivere in ansia e qualche dittatura che
ti assicura le tue necessità, un essere umano sceglie il secondo. E non solo
l’essere umano. Ho una gatta che il primo anno della sua vita viveva dietro la
casa affamata, impaurita e nel freddo. Quando ha capito dove si mangia, lei,
cresciuta in libertà, non esce più da casa, sta davanti al frigo. Ma i
ballerini e musicisti scappati dall’ URSS hanno migliorato la loro vita e hanno
fatto benissimo. Con soldi si sta bene dappertutto.
Dopo nell’ urss la vita è cambiata, è arrivata la
“perestroika” (che non si capisce perché non vi hanno tradotto, vuol dire solo “ricostruzione”),
lo sfascio dell’URSS, la crisi, instabilità, povertà, insicurezze e
ansie…. Allora si che scappavano tutti in massa, ma la vita non era
più quella di prima. Era esattamente come qui, ma qui lavando i piatti si
guadagna di più. Adesso tutte le repubbliche dell’URSS vivono la vita diversa.
I paesi baltici sono indipendenti e dal 2004 fanno parte dell’UE. Ucraina
è in guerra, ma Russia, ricca di materie prime, va avanti grazie al braccio
forte di Putin, ma non è la stessa cosa come quando era l’URSS… si, c’è
una fascia di “nuovi russi” arricchiti con vari business sia leciti che
illeciti, ma le ultime notizie da Mosca è che un dollaro non vale più 30
rubli ma 80…… Certo, adesso ci sono grandi supermercati, l’assortimento
più vasto di vostri negozi, c’è tutto, ma risulta che tutto costa e parecchio,
e nel futuro non guardi più con la sicurezza e tranquillità di prima. La
gente rimpiange la sicurezza, ed è normale. Cmq la Russia in ogni caso ha il
potenziale.
Vorrei cmq ritornare a “fame, morte e disperazione”. Non so
che libri leggete voi (se leggete) e da dove prendete tutte ste cavolate. 1)
Fame c’era prima di rivoluzione e dopo. Fame c’era durante la guerra e un certo
periodo dopo. Da anni 50 in poi non c’era nessuna fame. Nella
mia famiglia lavorava solo mia madre, ma io non ho mai patito fame, anzi, e non
ricordo che qualcuno soffrisse di fame. Beh, da noi essere poveri voleva
dire mangiare la pasta. Invece dopo lo sfascio dell’URSS erano gli anni difficili,
si chiudevano le fabbriche e cresceva la disoccupazione e allora si, c’erano
quelli che pativano fame; 2) Morte e numerose vittime ha portato la
rivoluzione. Molti hanno trovato la morte nel periodo di Stalin e nel gulag; Morte
hanno portato fascisti e hanno superato tutti. Morivano in Afganistan.
Gli altri morivano perle cause naturali, anche se a voi dispiace leggerlo. 3)
Disperazione invece è una vostra invenzione. La gente nell’URSS poteva essere
anche povera, ma mai disperata, anzi. La propaganda lavorava così bene che la
gente era piena di entusiasmo di costruire un mondo nuovo e credeva che la
vita sta per migliorarsi. E si migliorava davvero, si vedeva, e questo
aumentava l’entusiasmo. Non so se avete mai letto di stakanovisti, ma voi evidentemente
non capite che lavorare così si può solo se sei convinto, mica costretto. Nei
tempi di Breznev c’era un periodo di un certo “stagno” e l’entusiasmo si è
affievolito, era il periodo che ho vissuto io. Ma un certo cinismo non è la
disperazione, nessuno era disperato. Perciò non inventate le favole e non
leggete le idiozie scritte non si sa da chi. La disperazione vera è adesso qui
in Italia, quando la gente si suicida. Io durante tutta la mia vita nell’ URSS
non ricordo manco uno che si è suicidato per motivi economici.
Ah, ma la domanda era sul muro di Berlino e perché lo scavalcavano.
Ma la Germania non è l'Italia, in Germania sia adesso che prima si stava meglio
che nell'URSS e nell’ Italia, il livello di vita era sempre più alto.
Scappavano per vari ragioni, anche perchè dall'altra parte
erano parenti e amici, perchè avevano paura del regime comunista e dall’ altra
parte la vita era più libera. E anche adesso, nonostante la crisi economica
Germania va avanti, si è rialzata con un fardello come DDR. Fatevi qualche
domanda come mai, cos’ è che non funziona in Italia, non siete mica più stupidi
di tedeschi. Ma cmq è un altro tema che non riguarda la “terribile” vita
nell’ URSS.
In effetti, la risposta alla domanda perché scappavano
poteva essere molto breve, cioè una frase, ma ho pensato che sarebbe meglio
spiegare un po’ le cose, visto che avete la conoscenza dell’argomento pari a
zero.
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